<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802</id><updated>2012-01-13T17:19:49.335+01:00</updated><title type='text'>Il Blog dei Bastardi</title><subtitle type='html'>&lt;b&gt;Tutti i retroscena che avreste voluto conoscere sul romanzo &lt;a href="http://www.marchiogialloeditore.com"&gt;L'Enigma dei Bastardi&lt;/a&gt; e che quel bastardo dell'autore non vi ha mai raccontato!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;All the Enigma dei Bastardi's backstage and intrigue you would have 
loved to know, which that bastard of the author never disclosed! 
&lt;/i&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>44</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-114883286675748241</id><published>2006-05-28T18:10:00.013+02:00</published><updated>2012-01-13T17:19:49.342+01:00</updated><title type='text'>L'Enigma dei Bastardi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://danilojov.interfree.it/images/bastardi2.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://danilojov.interfree.it/images/bastardi2.jpg" style="cursor: pointer; display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;L'enigma dei Bastardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marchio Giallo Editore &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 88-88605-05-3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;€  7,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt;Scarica &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/open?id=0B7Vu-gqd3H3qMThmMmE4NmEtY2RkOS00Mzg5LTlkNGYtZjcwOWYzMzc1MzJk" style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;le prime pagine del romanzo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,Times New Roman,Times,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-114883286675748241?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/114883286675748241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=114883286675748241&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114883286675748241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114883286675748241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/05/lenigma-dei-bastardi.html' title='L&apos;Enigma dei Bastardi'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-114390722845841749</id><published>2006-04-01T17:53:00.000+02:00</published><updated>2006-04-01T18:00:28.486+02:00</updated><title type='text'>La fine del blog</title><content type='html'>&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Frastuzzo sterzò a destra e varcò l’ingresso. Il cancello scorrevole era aperto. Accostò l’auto alla siepe ricevendo subito una sequela di bestemmie dal commissario Sbrodo che non riusciva ad uscire. Fece retromarcia fino all’imboccatura del vialetto di accesso alle scale, permise al commissario di scendere e ritornò nella posizione iniziale. Qualche istante dopo altre due volanti a sirene spente entrarono nel cortile. Sbrodo ne spedì subito una dall’altra parte del grande condominio. Qualche sguardo preoccupato si intravide dalle finestre e dai balconi che davano sul vialetto. Il commissario mise l’altra pattuglia a guardia del cancello e fece cenno a Frastuzzo di seguirlo. Entrarono nell’androne coperto su cui si affacciavano gli ingressi delle due scale del condominio. Nella bacheca c’erano le liste contenenti le quote di acqua e luce condominiale e il cartello “Vietato giocare a calcio nel landrone”. Frastuzzo rise ma Sbrodo lo guardò serio. La porta della scala A era socchiusa, il bilanciere che avrebbe dovuto richiuderla funzionava male. L’appartamento era subito alla loro sinistra. Frastuzzo mostrò la spalla per significare che ad un cenno l’avrebbe abbattuta. Sbrodo ne disegnò il contorno a mezz’aria per fargli intendere che era una porta blindata e semmai si sarebbe sfondato lui. Frastuzzo indicò allora il campanello. Sbrodo annuì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;All’interno dell’appartamento c’era un ragazzo trentenne, miope e barbuto, che digitava come un forsennato sopra alla tastiera di un PC portatile. Si fermò qualche istante ad ascoltare le solite urla dei vicini provenienti dal piano superiore, dopodiché riprese a battere i tasti. Le frasi scaturivano naturali quando suonò il campanello. Il ragazzo tolse gli occhiali da lavoro ed inforcò quelli a lunga gittata. Infilò le ciabatte e si diresse stupito verso la porta. Riceveva poche visite e mai fuori programma. Forse era l’amministratore per riscuotere le quote per il condominio. Era vicino all’ingresso quando sentì un forte rumore provenire dal cortile posteriore. Dalla grande porta finestra alla sua sinistra vide un lampo e poi un forte rumore, uno scoppio, seguito da una serie di spari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’auto della polizia bruciava mentre i due poliziotti della pattuglia vi si riparavano dietro.&lt;br /&gt;- Scoppia… questa scoppia, cazzo, scoppia! -&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;gridò il primo.&lt;br /&gt;- Sì, ma quelli sparano! Dove sono gli altri! - rispose il compagno.&lt;br /&gt;Dalle case in costruzione dietro al grande condominio partivano raffiche di mitra all’indirizzo della pattuglia. Nel mentre due uomini scavalcarono la recinzione condominiale e si arrampicarono sulla grondaia per raggiungere l’appartamento del giovane.&lt;br /&gt;- Ma chi sono! Questi ci hanno sparato con un bazooka, l’hai capito? - gridò esagitato il primo mentre sparava a casaccio.&lt;br /&gt;- Bastardi! Questi sono Bastardi, poco ma sicuro.&lt;br /&gt;In quella l’auto esplose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Aprite! Polizia! Aprite! - gridò Frastuzzo suonando convulsamente il campanello. Sbrodo aveva impugnato la pistola e batteva a sua volta la mano aperta contro la porta! I rumori che si sentivano potevano significare una cosa soltanto.&lt;br /&gt;- Commissario Sbrodo! Aprite, presto, presto!&lt;br /&gt;La porta si aprì di colpo. Sbrodo e Frastuzzo, accalcati, precipitarono in avanti mentre il ragazzo, travolto, cadde di schiena e sbatté la testa. In quel preciso attimo la porta a vetri venne sfondata da due uomini. Frastuzzo aprì il fuoco ed il primo cadde con un gemito. Sbrodo aiutò il ragazzo a rialzarsi e gli urlò nelle orecchie.&lt;br /&gt;- Commissario Sbrodo, polizia di Ruscazza. Mi deve seguire! Bisogna farla finita!&lt;br /&gt;Il giovane sconvolto guardò la scena del suo salotto modello main street del far west e non seppe cosa dire. La vetrina alle sue spalle esplose e con lei i liquori e le grappe. Vetri e alcool si spansero in una pioggia etilica e scintillante. Sbrodo lo strattonò fuori dalla porta. Frastuzzo esplose altri due colpi e si gettò dietro di loro richiudendosi la porta alle spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il condominio, intanto, era in fermento. La gente non capiva, gridava, i più curiosi e temerari si sporgevano tra le inferriate dei balconi rimanendo con la testa incastrata. Gli agenti di guardia al cancello facevano ampi gesti ai tre fuggitivi di correre verso di loro. Uno cadde colpito e l’altro si andò a riparare dietro ad un’auto. Sbrodo bestemmiò ancora verso Frastuzzo per la parcheggiata. Spinse il giovane dietro e si mise alla guida. Frastuzzo sparò verso l’androne da dove si era aperto un nuovo fronte. Il commissario ingranò la retro e l’agente scelto riuscì a montare. In quella un proiettile lo colpì, uccidendolo all’istante. Sbordò urlò e si mise a sparare a casaccio verso l’androne poi, con la portiera ancora aperta fece una veloce inversione ed imboccò l’uscita, incurante del traffico. Attraversò la strada in direzione di Ruscazza senza guardare, tenendo con una mano il cadavere del collega che rischiava di essere sbalzato fuori mentre alle spalle si sentivano frenate e lamiere che si contorcevano.&lt;br /&gt;Il ragazzo, orami un unico incessante brivido, si guardò dietro. Colonne di fumo, clacson, urla, morti. Sembrava Baghdad.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;                              &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il posto di blocco era poco più avanti. Sbrodo inchiodò e scese. Poliziotti e carabinieri corsero verso Frastuzzo cercando di soccorrerlo accorgendosi subito che non c’era nulla da fare. Il commissario aprì la portiera e trascinò fuori il ragazzo. Era in tuta e scalzo perché le ciabatte le aveva perse nella fuga. Sbrodo lo prese per il bavero e lo schiacciò contro l’auto.&lt;br /&gt;- E’ tutta colpa tua, stronzo! - gli gridò in faccia.&lt;br /&gt;Un paio di agenti lo trattennero.&lt;br /&gt;- Ma io… - disse il ragazzo trentenne miope barbuto scalzo intutato.&lt;br /&gt;- Ma tu la devi piantare! - urlò fuori di senno Sbrodo.&lt;br /&gt;Si alzò d’un tratto un forte vento e un rumore assordante. Guardarono in alto. Su di un elicottero un ciccione indicò il ragazzo. Una raffica falciò quattro agenti e ferì Sbrodo alla spalla.&lt;br /&gt;- Quel maledetto di Emiro! - strillò un maresciallo dei carabinieri e subito le mitragliette spararono verso l’elicottero colpendo il motore in coda. Il veicolo perse all’istante l’assetto, vorticò e si schiantò sulla strada sopra ad un camion. Si levò un boato terrificante e una densa colonna di fumo. Caddero tutti a terra. Sbrodo afferrò per la gola il giovane mentre dalla spalla il sangue sgorgava in quantità.&lt;br /&gt;- Devi smetterla! Qui! Ora! Subito! - e gli sferrò un poderoso cazzotto sulla guancia sinistra.&lt;br /&gt;Molto forte. Tanto da far dimenticare tutto.&lt;br /&gt;I Bastardi. Fat Emiro. Sbrodo e Frastuzzo. Castorino Pani. La Zecca. La Piattola. Le Pantegane. I Luridi. Ruscazza. Tutti.&lt;br /&gt;Dimenticare tutti per ricordare, infine, che non sono niente.&lt;br /&gt;Gioco della mente.&lt;br /&gt;Ed ogni bel gioco dura poco.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il giovane si alzò triste dal suo portatile. Si massaggiò la guancia sinistra.&lt;br /&gt;E spense.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;FINE&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-114390722845841749?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/114390722845841749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=114390722845841749&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114390722845841749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114390722845841749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/04/la-fine-del-blog.html' title='La fine del blog'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-114245670655857774</id><published>2006-03-15T22:00:00.000+01:00</published><updated>2006-03-15T22:05:06.573+01:00</updated><title type='text'>Primavera a Ruscazza</title><content type='html'>&lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;Dalla “Gazzetta di Ceramicopoli”, articolo firmato da Eugenio Talete.&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt; E’ la primavera del dopo bomba. Dopo lunghi e tetri mesi invernali durante i quali i probi cittadini di Ruscazza hanno ritemprato le loro forze ecco finalmente il sole. E l’inverno è stato dei più duri, c’è voluto per intero per rimettersi dalla feroce Guerra dei Bastardi dell’estate scorsa. La stampa nazionale ha infiammato le prime pagine solo il tempo necessario per cogliere l’effetto dell’esplosione ma non ha sondato la psicosi che si era creata precedentemente nella nostra città né si è preoccupata degli strascichi che ne sono seguiti. I ruscazzesi, tacciati di indifferenza, hanno invece somatizzato i terribili avvenimenti e questo è stato a lungo sotto gli occhi di tutti. Ci sono voluti mesi perché la cittadinanza riprendesse a percorrere le vie del centro con la stessa disinvoltura. Ci sono voluti mesi per vedere i bambini giocare nei cortili senza che le madri, appollaiate sui balconi, levassero loro gli occhi di dosso per un solo istante. Ci sono voluti mesi prima che ogni minimo rumore non facesse schizzare il cuore in gola. Lunghi mesi di tic nervosi, di ansie, di sguardi mai aldilà del proprio tragitto. La paura è stata tanta e solo nei cuori dei ruscazzesi se ne può cogliere l’intensità del ricordo. Parlare di rivalità tra cosche, per loro, è come descrivere un capodoglio come una paffuta aringa.&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma ora è primavera, astronomicamente, meteorologicamente e intimamente. E’ la primavera dei cuori, degli stomaci, degli occhi. E’ la primavera più dolce, quella che segue un inverno rigido, quella che infonde speranza, quella che ti fa ricordare ma che ovatta i ricordi. E’ la primavera del nostro sindaco che, rimessosi dai terribili avvenimenti della Spiana che tutti ricordiamo, sta con entusiasmo dirigendo i lavori dell’imponente “Castorino Pani Memorial” nella stessa Spiana del Tafano. Nella conferenza stampa di ieri ha comunicato che ospiterà un imponente concerto-tributo e sarà sede di una entusiasmante rivelazione. Ma si dovrà attendere l’estate. Qui sta il nostro dubbio: il calore estivo porterà con sé il ricordo attualmente solo mitigato dal tepore primaverile? Risveglierà tic, sottolineerà ansie solo apparentemente represse? L’anniversario dell’inizio della GdB sarà l’occasione per dimenticare definitivamente il passato o per resuscitare vecchi demoni?&lt;br /&gt;Triste lavoro, quello del giornalista. A pensar tetraggini mentre fuori c’è il sole…&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Tosetti_Web.jpg" alt="Tosetti" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-114245670655857774?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/114245670655857774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=114245670655857774&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114245670655857774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114245670655857774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/03/primavera-ruscazza.html' title='Primavera a Ruscazza'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-114149848967650670</id><published>2006-03-04T19:48:00.000+01:00</published><updated>2006-03-04T19:54:49.700+01:00</updated><title type='text'>Un caso per due (2)</title><content type='html'>Il commissario annuì. Bagnasco aveva visto giusto, in quel testone deforme i neuroni giravano che era un piacere: forse, a causa della forma ellissoidale, acquistavano velocità come nei velodromi! La sua intuizione era banale e spiazzante al tempo stesso, e rimetteva in questione le prime fasi dell’indagine. L’elfo non si era impiccata da sola a meno che non sapesse levitare. Viste le foto e considerando che fosse almeno un’ottantina di chili tutt’al più sapeva lievitare.&lt;br /&gt;- Due cose. Prima un controllo sui beni della nana, poi un controllo sull’altezza di vicini e parenti. Prima i parenti.&lt;br /&gt;- Comandi! - disse fiero Frastuzzo.&lt;br /&gt;Il giorno dopo nella sala degli interrogatori c’era un watusso che sosteneva di essere il figlio della Rossi, al secolo Gianmario Pertica. Figlio di Pietroluca Pertica e Rosa Rossi, appunto. Evidentemente, almeno dal lato paterno, nel cognome era contenuto l’etimo della specie. L’attento Frastuzzo, appena ricevute le misure del corazziere, aveva calcolato che per quei due metri e sette centimetri l’impresa di legare una corda in piedi sopra ad una sedia faceva scappare da ridere. Forse si sarebbe persino leggermente genuflesso per non battere la testa. Il lampione continuava a negare di essere venuto a Ruscazza quel giorno ma Sbrodo aveva immediatamente inventato un paio di testimoni che lo avevano visto facendo subito breccia. Successivamente il gigante sostenne sì di essere venuto per affari ma di non essere andato dalla madre, al che il commissario iniziò a lavorarlo ai fianchi chiedendo la ragione della prima menzogna così sfibrandolo ed ottenendo la confessione di essere stato dalla madre ma di essersene andato che stava bene. L’ultima stoccata Sbrodo la inflisse consegnando l’estratto conto dell’elfo che, per una vincita alla lotteria accaduta meno di un mese prima, si ritrovava in banca un discreto patrimonio. Per il marcantonio invece le cose non andavano proprio bene e in quanto figlio unico e unico erede si sarebbe accaparrato tutta la torta?&lt;br /&gt;- Torna? - chiese infine Sbrodo quando era orami certo di averlo messo alle strette e francamente stanco dopo tre ore ininterrotte di interrogatorio senza bere o pisciare.&lt;br /&gt;Il watusso scoppiò in lacrime e Frastuzzo, dietro al finto specchio, ammirò molto la tecnica lucida e mirata del commissario che, si diceva, aveva sempre fatto cantare tutti quelli che si era portato nella stanza degli interrogatori. L’uomo confessò il crimine dettagliando la sua idea e la successiva messa in pratica, chiedendo scusa non si sa bene a chi e lasciando di sé un’immagine abbastanza pietosa. Due metri di uomo che lacrima in quel modo fa un certo effetto.&lt;br /&gt;- E come ha fatto a far scrivere quel biglietto a sua madre? Abbiamo appurato che la calligrafia era la sua. - chiese per curiosità Sbrodo.&lt;br /&gt;- Mi madre ha un passato da poetessa trash. Quella è una delle sue tante poesie che teneva in un raccoglitore che ho trafugato quel giorno. Adesso l’ho a casa.&lt;br /&gt;Il caso fu chiuso e l’uomo arrestato. Ma la curiosità dei due fu sedata solo quando furono in possesso della preziosa prova, il raccoglitore di poesie trash del folletto. Una giuria interna del commissariato votò le tre migliori.&lt;br /&gt;Al primo posto: “&lt;i&gt;Vacca troia mi sono pisciata addosso stronza!…&lt;/i&gt;”&lt;br /&gt;Al secondo posto: “&lt;i&gt;Sei una stupida puttana, ti sputo in un orecchio e la saliva esce dall’altro.&lt;/i&gt;”&lt;br /&gt;Al terzo posto: “&lt;i&gt;Minchia che male la ceretta col Vinavil!&lt;/i&gt;”&lt;br /&gt;Ma la giuria ne segnalò anche molte altre.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Sbrodo_Web.jpg" alt="Sbrodo" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-114149848967650670?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/114149848967650670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=114149848967650670&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114149848967650670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114149848967650670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/03/un-caso-per-due-2.html' title='Un caso per due (2)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-114036423681556037</id><published>2006-02-19T16:45:00.000+01:00</published><updated>2006-02-19T16:50:36.856+01:00</updated><title type='text'>Un caso per due (1)</title><content type='html'>Il commissario Sbrodo chiamò Frastuzzo nel suo ufficio e lo fece accomodare.&lt;br /&gt;- Adesso che sei Agente Scelto dovrai farmi tu da assistente. - disse solo.&lt;br /&gt;Frastuzzo eiettò gli occhi come in un cartone animato e li riassorbì pochi istanti dopo ma il tempo fu sufficiente per provocare disgusto nel commissario. Frastuzzo non era per nulla piacevole, proprio per nulla, e se poi si lanciava in espressioni esagerate il risultato era persino inguardabile.&lt;br /&gt;- Ma commissario, e l’ispettore Bagnasco? E il vice ispettore Morgotaro? E il sovrintendente Pastrano?&lt;br /&gt;- E l’arcangelo Gabriele e tutti i santi? Hai finito l’elenco?&lt;br /&gt;- Commissario, ma c’è la gerarchia da rispettare. Se non per i superiori, per i miei colleghi agenti che chissà cosa vanno a pensare! - si arrabbiò Frastuzzo. A Sbrodo piacque la risposta.&lt;br /&gt;- Non c’è niente da pensare. Bagnasco è stato promosso a Poggiolino e si è portato dietro Morgotaro. Pastrano è stato trasferito a Besueto e a me hanno detto che per il momento per Ruscazza basta quello che c’è. Quindi il mio primo assistente, se facciamo due più due, sei tu. Quadra?&lt;br /&gt;- Quadra. - disse rinfrancato Frastuzzo. Un agente scelto con le mansioni di un ispettore… ma con lo stipendio di un agente! Bella fregatura.&lt;br /&gt;Non che Frastuzzo fosse una novità. Si era già distinto in un paio di casi e fu proprio Bagnasco a suggerirlo per una promozione per certe sue intuizioni che lo avevano aiutato a risolvere alcuni casi. Insomma, Sbrodo non andava proprio alla cieca.&lt;br /&gt;Gettò il fascicolo all’agente il quale lo aprì e di fronte alla donna impiccata non fece nemmeno una piega.&lt;br /&gt;- Rosa Rossi, cinquantasette anni, vedova, un figlio di quarant’anni che vive a Milano, sceglitrice ceramica a pochi mesi dalla pensione. Che ne pensi? - chiese il commissario.&lt;br /&gt;- Che a pochi mesi dalla pensione mi sembra strano.&lt;br /&gt;- Strano è strano. Ma la gente è strana. E c’è gente a cui l’idea di fermarsi dopo decine di anni di lavoro duro appare come e peggio di una condanna a morte. Una morte lenta e dolorosa dalla quale fuggire più in fretta possibile.&lt;br /&gt;- Però è strano anche il messaggio. - e Frastuzzo ruotò il foglio incellophanato a favore di Sbrodo che lesse: “&lt;i&gt;Vaffanculo ‘sti cazzi che due maroni addio…&lt;/i&gt;” con calligrafia stentata. Al commissario sfuggì un sorriso.&lt;br /&gt;- Beh, dà l’idea di una persona al limite della sopportazione.&lt;br /&gt;- Ma se permette, commissario, questa sopportazione superata sembra dovuta ad un fattore contingente piuttosto che ad una ipotesi di lenta sofferenza futura. Direi quasi che la presunta suicida ce l’avesse con qualcuno in particolare piuttosto che con qualcosa.&lt;br /&gt;Una quarantina di minuti dopo i due si trovavano nella camera da letto di Rosa Rossi, luogo del suicidio. Nella camera mancava il lampadario e la luce era garantita solo da un portalampada e da una lampadina ad incandescenza. L’assenza del lampadario aveva dato modo alla signora di sfruttare il gancio sul soffitto per appendervi la corda con la quale si era impiccata. Per terra una sedia rovesciata, scrupolosamente lasciata nella stessa posizione nella quale era stata rinvenuta. Sbrodo, mani in tasca, fissava Frastuzzo che sembrava fare le lastre alla scena del suicidio. Improvvisamente parve illuminarsi.&lt;br /&gt;- Commissario, ci sono scale in casa?&lt;br /&gt;- Scale? Intendi di quelle pieghevoli? Non saprei, vediamo.&lt;br /&gt;L’appartamento era piccolo e l’indagine fu veloce. Nessuna scala.&lt;br /&gt;- A cosa pensi? - chiese al termine della caccia al tesoro il commissario.&lt;br /&gt;- La signora Rossi era una specie di Troll, un metro e quarantasette. Ci gioco la milza che uno gnomo simile non poteva arrivare al gancio. Posso? - e indicò la sedia ribaltata.&lt;br /&gt;Sbrodo annuì, la scena era già stata fotografata ed analizzata e non c’era pericolo di inquinamento delle prove. Frastuzzo la rimise in piedi sotto alla perpendicolare della corda notando subito che tra il nodo scorsoio e il piano della sedia c’era poco meno dell’altezza dell’hobbit. Quindi salì sulla sedia e si stirò verso il gancio. Gli mancava ancora una decina di centimetri per arrivarvi. Sorridendo guardò Sbrodo.&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Continua e finisce nel prossimo post...)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Frastuzzo_web.jpg" alt="Frastuzzo" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-114036423681556037?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/114036423681556037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=114036423681556037&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114036423681556037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/114036423681556037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/02/un-caso-per-due-1.html' title='Un caso per due (1)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113952115190210968</id><published>2006-02-09T22:31:00.000+01:00</published><updated>2006-03-02T15:58:34.676+01:00</updated><title type='text'>Audizione</title><content type='html'>Il palazzo della Next Music era uno stretto, lungo e duro fallo di cemento armato innalzato totemicamente non già ad indicare, quanto a possedere il cielo. L’egocentrismo del suo costruttore, Akira J. Funzoli, del resto era nota almeno quanto quella degli occupanti. Akira J. Funzoli, nome d’arte di Micheletto Foruncoli, fu relativamente famoso a metà degli anni novanta per aver dato vita ad un intero complesso residenziale color lacca di garanza cremisi, una specie di bordeaux talmente ossessivo che i pochi temerari residenti vennero tutti colti da psicosi omicide e suicide. Il complesso giacque disabitato per anni prima di essere completamente riverniciato e timidamente rioccupato. Quegli episodi portarono tuttavia alla ribalta Akira in qualità di architetto diabolico, notorietà che crebbe col suo solipsismo spingendolo a creare opere sempre più eclatanti. Il palapene della Next Music ne era l’esempio. Clodio Ceccherini, nel suo ufficio al decimo piano, guardava fuori dalla finestra che dominava la megaipermetropoli sentendosi gamete pronto all’espulsione. La sua idea era infatti quella di fecondare con la sua capacità in campo musicale giovani menti al fine di creare “few-time artists”, prodotto usa e getta dirompente, quasi molotov musicali, che nella loro semi-istantantea carriera erano in grado di bruciare decine di record: dischi d’oro in cinquantadue minuti, quindici brani contemporaneamente in classifica, folle oceaniche per ogni apparizione e cose simili. Questo lo faceva sentire potente, un capace burattinaio ammaestratore. Mentre faceva fare una lunga e ansiosa anticamera ad un candidato pensava agli eventi clou ai quali il suo prossimo talento avrebbe potuto partecipare. Nessuna delle sue precedenti creazioni, ad esempio, aveva mai partecipato al “Tortellini &amp; Friends”, l’importante duettificio musicale del maestro Tortellini. Ne prese nota mentalmente.&lt;br /&gt;Andò a sedersi sulla sua poltrona in pelle di pitone, sollevò la cornetta e disse solo:&lt;br /&gt;- Lo faccia passare.&lt;br /&gt;Qualche secondo dopo una bionda e formosa segretaria entrò nell’ufficio, fece cenno ad un secondo individuo di entrare, quindi tornò fuori. Il ragazzo entrante era piccolo, barbuto e con una chioma riccia e indomata che pareva schiacciarlo al suolo. Una sorta di incrocio, o forse innesto, fra Bruno Lauzi e Angelo Branduardi. Ceccherini gli sorrise e lo invitò ad accomodarsi di fronte a lui. Quindi prese un CD sulla scrivania su cui stava scritto a pennarello “Licio Pasternak” e guardò il ragazzo attraverso il foro centrale, cercandolo un po’ perché arrivava a malapena oltre il piano d’appoggio.&lt;br /&gt;- Licio Pasternak? - chiese infine.&lt;br /&gt;- Il mio vero nome è Silvio Piddue. - rispose quasi con vergogna.&lt;br /&gt;- Ho sentito i tuoi brani. Accennami due parole di una tua canzone a piacere.&lt;br /&gt;Il ragazzo si schiarì la voce e cantò:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volare con molta fantasia&lt;/span&gt;&lt;o:p style="font-style: italic;"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A mezzo metro da una pizzeria,&lt;/span&gt;&lt;o:p style="font-style: italic;"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trovare l’alito di vento giusto&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e cancellare tutto il mio disgusto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La voce era calda e profonda come quella di Riccardo Cocciante, generando un ulteriore ibrido.&lt;br /&gt;Ceccherini aspettò per qualche secondo. Niente. Non scattò niente. Il ragazzo era bravo ma non abbastanza. Anzi, meglio, lo era troppo. Troppo bravo per fare il cantante di successo. Sarebbe rimasto un cantautore d’elìte, solo per pochi. Anche se non era quello che stava cercando comunque decise di farlo suo. Con una buona promozione e qualche passaggio su MTv avrebbe reso. Sollevò la cornetta.&lt;br /&gt;- Lara, contratto standard. Mettilo nelle mani di Drucito.&lt;br /&gt;Allungò la mano a Licio che tremava di gioia e gliela strinse incredulo.&lt;br /&gt;- Grazie…&lt;br /&gt;- Vai vai… - tagliò corto Ceccherini sorridendo ma facendogli cenno di andare dalla bionda che nel frattempo era comparsa alla porta.&lt;br /&gt;La sua ricerca purtroppo non era ancora finita ma sentiva che non sarebbe mancato molto. Sulla scrivania aveva altri tre CD: Karina J., Ludovico Diomisalvi e Castorino Pani.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Ceccherini_Web.jpg" alt="Clodio Ceccherini" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113952115190210968?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113952115190210968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113952115190210968&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113952115190210968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113952115190210968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/02/audizione.html' title='Audizione'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113813980117649484</id><published>2006-01-24T22:53:00.000+01:00</published><updated>2006-01-24T23:00:07.876+01:00</updated><title type='text'>Franchino e Cotechiño</title><content type='html'>Franchino si ammirò ancora un poco allo specchio. L’abito di un acceso color ciclamino sembrava emanare radiazioni luminose aiutato dalla luce che penetrava dalla finestra. Il completo a un petto era rifinito da una cravatta color malva e da una camicia scarlatta.&lt;br /&gt;Franchino trovò di avere azzeccato un abbigliamento che gli si disegnava letteralmente addosso ed inoltre era convinto di avere interpretato alla perfezione il commento dell’Asfaltatore che si lamentava degli abiti sempre scuri che indossavano le sue guardie del corpo. Con orgoglio uscì dalla sua stanza e andò ad attendere il capo che doveva giungere dall’aeroporto insieme ad un collega assoldato durante l’ultimo viaggio in Brasile. L’avvocato Strozzigalli, gli era stato detto, aveva avuto uno spiacevole incidente. Conoscendo l’Asfaltatore immaginò di quale incidente si poteva essere trattato. Questo giro lui se l’era risparmiato, anche al servizio di un mafioso si ottengono guadagnate ferie, dunque la sicurezza del capo era stata affidata a due guardie più giovani, per farsi le ossa. Il periodo di riposo gli aveva giovato ed era pronto per ricominciare. La mercedes bianca fece il suo ingresso nel cortile della villa. Scesero le due guardie e Franchino notò subito, pur dietro agli occhiali neri, la loro stanchezza. Stare dietro ad un mafioso come l’Asfaltatore non era una passeggiata, in particolar modo in ambiente esterno e non controllato. Si dormiva ad occhi aperti esercitandosi ad assopire solo un emisfero cerebrale alla volta. Si imparava a cagare in meno di quindici secondi e senza sfilarsi i pantaloni. Si apprendeva ad urinare anche solo una volta alla settimana. Ogni rumore faceva sobbalzare, ogni scoreggia doveva essere analizzata in cerca di possibili sostanze tossiche, ogni desiderio del capo andava soddisfatto all’istante indipendentemente da ora, eticità e fattibilità. Si imparava a rubare la luna. Tutto questo, in effetti, provocava stanchezza.&lt;br /&gt;Guardinghi ma rasserenati dalla presenza esperta di Franchino espulsero dall’auto l’Asfaltatore insieme ad un orango massiccio e sgraziato. Con un cenno il ciclamino riassunse istantaneamente il controllo della vita del Bastardo liberando i due giovani che per riflesso di tensione accumulata svenirono sul posto e dormirono per otto giorni. Franchino si avvicinò al capo.&lt;br /&gt;- Buongiorno, capo. - disse.&lt;br /&gt;- Bene Franchino, mi piace il tuo look. Ti presento il tuo nuovo collega, Cotechiño.&lt;br /&gt;L’orango allungò un badile a cinque dita e mostrò un sorriso disomogeneo a causa dei denti anneriti e latitanti.&lt;br /&gt;- Capo parlato di te. Io impara da te tutto, dice.&lt;br /&gt;Franchino pensò che gli avrebbe potuto insegnare molte tecniche ma di sicuro non il senso dell’estetica. Ma l’idea di avere un diretto discepolo non gli dispiacque. Gettò di riflesso un’occhiata tutt’intorno, quindi scortò l’Asfaltatore in casa. Una volta assicuratosi che era nelle mani della fidata servitù prese con sé Cotechiño nel suo primo giro di controllo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Asfaltatore_Web.jpg" alt="Asfaltatore" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113813980117649484?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113813980117649484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113813980117649484&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113813980117649484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113813980117649484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/01/franchino-e-cotechio.html' title='Franchino e Cotechiño'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113710029914982491</id><published>2006-01-12T22:08:00.000+01:00</published><updated>2006-01-12T22:11:39.166+01:00</updated><title type='text'>Ruscazzese - Zeppolese 4 - 3</title><content type='html'>Quando si erano affrontate, nel girone di andata, gli animi erano sereni. Il campionato era iniziato da poche settimane ed entrambe le formazioni avevano riportato discreti risultati. Tra le città di Ruscazza e di Zeppola non c’erano mai state particolari rivalità e la partita, conclusasi in un disteso pareggio, non aveva giovato né svantaggiato nessuno.&lt;br /&gt;Ma le cose erano cambiate. La Ruscazzese aveva avuto un campionato d’oro e pure la Zeppolese tanto che, giunti al girone di ritorno, le sorti di questa partita avrebbero potuto decidere quelle del campionato. Poi c’era stata la guerra tra i Bastardi e i Luridi che aveva esacerbato gli animi ed aveva reso i rispettivi ultras delle belve scatenate. Il neocommissario Frastuzzo aveva rafforzato il servizio d’ordine ma non era riuscito ad evitare che, qualche ora prima dell’inizio, un gruppo di Zeppolesi scatenati malmenassero un tifoso della Ruscazzese e lo mandassero all’ospedale con un gagliardetto sapientemente incastonato nell’ano. Subito presi, identificati e rimessi in libertà, il piccolo commando era già sugli spalti a gridare oscenità.&lt;br /&gt;Il sindaco Tosetti, in tribuna vip, indicava col naso all’assessore Gattabui il recente acquisto della squadra, il malese Mutik, subito ribattezzato immotivatamente Sandokan dato che, ben lungi dall’assomigliare a Kabir Bedi, era alto 1,45, calvo, occhi a mandorla e per qualche motivo non aveva capito che doveva mettere le mutande sotto i calzoncini e non viceversa. Tosetti diceva che nel campionato malese giocava nella prima serie e l’anno precedente aveva segnato 117 gol. In realtà era un emigrato dedito al favoreggiamento della prostituzione che era stato messo in libertà vigilata e raccomandato come discreto giocatore dal direttore del carcere. Tosetti giocava infatti sul fattore psicologico e Sandokan, per qualche strano motivo, faceva paura, anche se forse più come bestia ignota che come eroico condottiero. C’è da dire che l’inseparabile scimitarra, che a sorpresa la FIGC gli aveva permesso di portare in campo, faceva la differenza.&lt;br /&gt;Al fischio d’inizio Merino, centravanti della Zeppolese, colpì con un pugno Benzi, uomo di punta della Ruscazzese. Il pallone non si era quasi mosso dal disco centrale. Sugli spalti iniziarono le sommosse ed in campo si scatenarono altre scazzottate. Si dovette intervenire con fumogeni, cani, idranti e granate stordenti. Le voci sull’uso del napalm vennero poi totalmente confutate. La partita riprese solo quindici minuti dopo ed insieme a Merino, espulso, nel campo mancavano altri sette giocatori, tra espulsi e feriti, tra cui il portiere della Zeppolese che fece tutta la partita col giovane Apicloro, terzino tutto d’un pezzo, a guardia della porta con l’ordine esplicito di difenderla con la vita.&lt;br /&gt;In un clima di guerriglia urbana, con un bilancio finale di quindici feriti ed un evirato (si sospettò di Sandokan che tuttavia non venne trovato in possesso della sua scimitarra e non fu possibile incriminarlo), la partita si concluse con la vittoria della Ruscazzese, che ad ogni modo non vinse il campionato perché in deficit di giocatori nei match successivi. La partita entrò negli annali e segnò l’inizio della rivalità sportiva tra due città che per secoli erano state pacifiche vicine.&lt;br /&gt;Su tutti, ancora una volta, il giuoco del calcio vinse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Sindaco Tosetti" src="http://danilojov.interfree.it/images/Tosetti_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113710029914982491?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113710029914982491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113710029914982491&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113710029914982491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113710029914982491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/01/ruscazzese-zeppolese-4-3.html' title='Ruscazzese - Zeppolese 4 - 3'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113612465770670284</id><published>2006-01-01T15:05:00.000+01:00</published><updated>2006-01-01T15:10:57.723+01:00</updated><title type='text'>Il primo incontro tra Piattola e Zecca</title><content type='html'>Il bar, piuttosto unto, stava nella zona di via Zanna Bianca. Molti anni dopo quella zona divenne per qualche tempo tristemente famosa a causa dei delitti dell’Uccisore Ambidestro, quello che per tanti mesi aveva tenuto in scacco la polizia compiendo indistintamente omicidi casuali utilizzando entrambe le mani. A quei tempi la zona era fuori mano, via Zanna Bianca era uno stradello poco servito ed il Bar Mirella era ritrovo per gente poco raccomandabile. Il locale, con molta probabilità, ispirò anni dopo a George Lucas la scena del Bar di Guerre Stellari. Come nel celebre film, anche al Mirella decine di idiomi differenti si mischiavano dando l’impressione di un crocevia stellare. Gli stessi gestori avevano dato il LA alla Babele: la signora Mirella, ruscazzese d.o.c., aveva sposato Francesco detto Ciccio, siciliano. Loro soci erano Claudia, veneta, e suo marito Antonio, romano, detto Er Papa in quanto favoleggiava di aver pranzato con papa Montini. Il bar era tipicamente frequentato da camionisti fin d’oltralpe, fancazzisti indigeni, mafiosi meridionali, sbruffoni settentrionali, dementi soprannazionali.&lt;br /&gt;Quella mattina il locale era insolitamente vuoto, fatta eccezione per un francese che chiedeva informazioni alla Mirella la quale continuava a dirgli di andare sempre dritto anche se il viale finiva cento metri dopo, e per un ragazzo con un evidente e peloso neo sul viso, seduto ad un tavolo.&lt;br /&gt;Quest’ultimo si versava lambrusco in un piccolo e massiccio bicchiere di vetro e cercava senza riuscirci di finire un solitario. In una tasca, seminascosto, aveva un libretto di psicologia. Entrò un altro ragazzo, piccolo e con una faccia anonima, e si mise a sedere al bancone. La Mirella congedò il camionista ripetendogli di andare sempre dritto e servì un lambrusco anche all’ultimo arrivato. Questi prese il bicchiere e, incuriosito, si andò a sedere al tavolo del solitarista. Si annusarono all’istante, così come fanno i cani, scoprendosi affini. Per lungo tempo non si dissero nulla. Poi il ragazzo col solitario parlò.&lt;br /&gt;- Non vuole venire. E’ tutta la mattina che ci provo.&lt;br /&gt;- Cosa c’è che non va? - chiese l’altro aggiungendo una cadenza sarda all’elenco.&lt;br /&gt;- Questo Re qui dovrebbe essere là, e questo cavallo dovrebbe stare qui. - rispose il primo.&lt;br /&gt;- E che problema c’è? - rise il sardo. Spostò le carte così come sarebbero dovute essere disposte per far venire il solitario. - Se le cose non vanno bene, ce le facciamo andare. - e rise ancora. Il primo sorrise ed annuì a sua volta.&lt;br /&gt;- Non sempre è possibile.&lt;br /&gt;- Molte volte siamo noi che lo pensiamo. Vedi, tu pensavi di non poterlo fare, ed invece è stato semplicissimo. Complimenti, hai finito il solitario! Certe volte, credimi, è meglio non pensare troppo. Tu, invece, mi sembri uno che pensa tanto. Sbaglio?&lt;br /&gt;- No, non sbagli. E forse non hai tutti i torti. Forse penso anche troppo.&lt;br /&gt;Il sardo gli porse la mano.&lt;br /&gt;- Mi chiamo Nenni. Se diventiamo amici potrei farti pensare di meno e agire di più.&lt;br /&gt;- Mi chiamo Silvio. Va bene, ne approfitterò per farti agire di meno e pensare più a lungo.Risero. Di lì a poco avrebbero formato una temibile coppia di criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Zecca" src="http://danilojov.interfree.it/images/Zecca_Web.jpg" /&gt;&lt;img alt="Piattola" src="http://danilojov.interfree.it/images/Piattola_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113612465770670284?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113612465770670284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113612465770670284&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113612465770670284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113612465770670284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2006/01/il-primo-incontro-tra-piattola-e-zecca.html' title='Il primo incontro tra Piattola e Zecca'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113490950991438285</id><published>2005-12-18T13:35:00.000+01:00</published><updated>2005-12-18T13:38:31.076+01:00</updated><title type='text'>Un canto di Natale per Fat Emiro</title><content type='html'>La sera del giorno 24 dicembre, vigilia di Natale, tutti i domestici della villa di Fat Emiro dovettero restare fino a tardi per esaudire i capricci del loro datore di lavoro. Uno di loro, che si era timidamente arrischiato a chiedere di poter tornare prima dalla famiglia, venne messo di fronte ad una pila di stoviglie tali che i suoi cari lo videro rientrare solo dopo la Befana.&lt;br /&gt;Dopo una cena che avrebbe sfamato una buona porzione di continente africano il cotechino Emiro, tra rutti di ogni sapore-odore-forma-tonalità, se ne andò a letto. Forse i settecento grammi di tortellini in brodo, forse la teglia di lasagne, forse lo zampone al metro, il cappone farcito e glassato, il prosciutto intero al forno, le diciassette palle di profitteroles, la brocca di crema al mascarpone, le quattro bottiglie di lambrusco, il cioccolatino col caffè (ecco, forse proprio il cioccolatino), chissà dunque per quale motivo, comunque Emiro si sentì stranamente agitato.&lt;br /&gt;Un forte rumore lo fece sobbalzare. Ai piedi del letto stava una creatura orribile, una larva umana bianca come un cencio e coperta di grumi di sangue, vermi e grandi fette di mortadella ammuffite. Nonostante il ribrezzo Emiro lo riconobbe subito.&lt;br /&gt;- Erminio, maledetto, ti ho fatto seppellire così poco a fondo? - disse sprezzante mentre dentro di lui organi imbottiti di cibo si ribellavano.&lt;br /&gt;- Mi hai riconosciuto subito, mortadellone. E non ti faccio paura? Mi hai accoppato facendomi patire le pene dell’inferno sette anni fa e non ti spaventi rivedendomi disfatto davanti a te?&lt;br /&gt;- Mi sembri quasi più bello di allora. La morte ti dona.&lt;br /&gt;- Non lusingarla, suino. Potrebbe trovarti interessante. Avevi già tutto quello che ti serviva. Eri già ricco da far schifo, per quale motivo hai voluto a tutti costi anche il mio prosciuttificio? Perché lo hai dovuto a tutti i costi radere al suolo per costruirci quell’orrendo palazzone? E perché, per farlo, mi hai torturato, ucciso, avvolto nella mortadella e dato in pasto ai miei maiali orfani? Bel fratello!&lt;br /&gt;- Mi sei sempre stato sulle balle Erminio, e mamma voleva più bene a te che a me. La prova era che tu eri più grasso e per mamma grasso voleva dire migliore. Mi sono rifatto, visto?&lt;br /&gt;- Fai schifo!&lt;br /&gt;- Il tuo terreno mi serviva. Tutti i terreni mi servono. Ruscazza un giorno sarà mia. E non avendo io una coscienza tu devi essere sicuramente uno dei trucchi di quel pulcioso del Tisico.&lt;br /&gt;- Quello sarà la tua condanna, se non ti ravvedi! Stasera riceverai la visita di tre fantasmi che ti mostreranno il tuo passato, il tuo presente e il tuo futuro. Forse dopo capirai.&lt;br /&gt;Un rutto esagerato spogliò l’ectoplasma di vermi, mortadella e compagnia bella, lasciandolo nudo e decomposto. Tre individui ultraterreni, in fondo alla stanza, presero paura e scomparvero. Il fu Erminio se ne andò via attraverso un muro scuotendo la testa. Fat Emiro, intanto, si era addormentato inumidito di bava.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, Santo Natale, si alzò particolarmente incazzato. Fece licenziare due domestici a caso e dopo si sentì meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Fat Emiro" src="http://danilojov.interfree.it/images/Emiro_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113490950991438285?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113490950991438285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113490950991438285&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113490950991438285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113490950991438285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/12/un-canto-di-natale-per-fat-emiro.html' title='Un canto di Natale per Fat Emiro'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113356078509914231</id><published>2005-12-02T22:56:00.000+01:00</published><updated>2005-12-02T23:02:02.876+01:00</updated><title type='text'>Prendi questa mano…</title><content type='html'>La donna si sedette sul tappeto. Era morbido, molto colorato, con motivi etnici e macchie autoctone. Storse il naso ma l’eccitazione fece subito scivolare via il disgusto. La sua amica Gianna le aveva detto che quel cartomante era un vero fenomeno, le aveva predetto un futuro roseo parlando di lei come se la conoscesse forse più di quanto si conoscesse essa stessa! La cosa non era possibile, se lo era ripetuta avvicinandosi all’accampamento dei nomadi, ma l’entusiasmo di Gianna era tale che non aveva saputo resistere alla tentazione. Poi le cose ultimamente non giravano tanto bene in famiglia e al lavoro ed aveva bisogno di qualcosa che le risollevasse il morale e l’entusiasmo.&lt;br /&gt;Il cartomante era un trentenne, ad occhio e croce, una specie di tardo hippy come ancora se ne vedevano in giro prima che precoci yuppies facessero tramontare anche gli ultimi ideali di semplicità. La radio era accesa ed un notiziario in sottofondo parlava di un ennesimo attentato delle Brigate Rosse.&lt;br /&gt;- Se vuole sentirsi dire cose belle ha sbagliato posto.- disse il ragazzo senza alzare gli occhi dal mazzo di carte da briscola che stava mischiando.&lt;br /&gt;La donna lo guardò stupita.&lt;br /&gt;- Come?&lt;br /&gt;Il giovane spense la radio e la guardò. C’era una strana fierezza, in quegli occhi, unita ad una specie di insofferenza per quanto lo circondava. Lui ripeté.&lt;br /&gt;- Se vuole sentirsi dire solo cose belle deve trovarsi un altro. Io dico le cose come stanno, belle o brutte che siano. E i soldi li voglio sia per amore che per tumore.&lt;br /&gt;- Tumore? - balbettò lei.&lt;br /&gt;- Non è il suo caso. Dunque?&lt;br /&gt;- Certo, naturalmente.&lt;br /&gt;- Si avvicini. - disse allora facendola mettere a gambe incrociate proprio di fronte a lui. Poi mise il mazzo in terra e fece tagliare. Lo ricompose, diede tre carte a testa, ne rovesciò una quarta e vi mise il mazzo sopra.&lt;br /&gt;- La briscola è bastoni. - disse.&lt;br /&gt;- Che strano modo di fare le carte. - fece meravigliata la donna.&lt;br /&gt;- Sono piacentine. Con le altre mi trovo male. Io ho dato le carte, ora sta a lei.&lt;br /&gt;Incapace di capire e commentare la donna calò il cinque di coppe. Il cartomante prese con il cavallo di coppe.&lt;br /&gt;- Dopo l’ultimo sciopero i suoi titolari la guardano storto. Sono degli stronzi, d’accordo, tuttavia troveranno il modo di farla licenziare. Tra meno di un mese.&lt;br /&gt;La donna emise un verso. Il cartomante le fece cenno di calare nuovamente. Tremando scese il fante di coppe. Lui andò liscio.&lt;br /&gt;- Per quanto i suoi titolari siano stronzi suo marito lo è senza dubbio di più. Se la fa con la sua amica Gianna. Anche ora.&lt;br /&gt;La donna spalancò occhi e bocca e si paralizzò, incapace di mettere insieme un pensiero coerente. Le cadde dalle mani l’asso di bastoni. L’uomo aprì le braccia avvilito e depose sul tavolo l’asso di denari.&lt;br /&gt;- Però ha culo con le carte - disse.&lt;br /&gt;La signora rimase ancora per qualche tempo in quella ridicola posizione.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Tisico" src="http://danilojov.interfree.it/images/Tisico_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113356078509914231?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113356078509914231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113356078509914231&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113356078509914231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113356078509914231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/12/prendi-questa-mano.html' title='Prendi questa mano…'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113208574403975809</id><published>2005-11-15T21:08:00.000+01:00</published><updated>2005-11-15T21:20:23.126+01:00</updated><title type='text'>Castorino e la pubblicità</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Tema di sottofondo:&lt;/strong&gt; piano de “La donna cannone” di F. De Gregori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scena 1&lt;br /&gt;Campo lungo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’automobile sportiva di grossa cilindrata percorre un’isolata strada di lungomare al tramonto.&lt;br /&gt;Dissolvenza in nero e scritta in sovrimpressione:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BUTTERO’ QUESTO MIO ENORME CUORE TRA LE STELLE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scena 2&lt;br /&gt;Piano medio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castorino è al volante ed è inquadrato di profilo. Gomito sporgente e mano che abbraccia la portiera. Il vento gli scombina i capelli, il sole si riflette sugli occhiali scuri.&lt;br /&gt;Dissolvenza in nero e scritta in sovrimpressione:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CON LE MANI, AMORE, CON LE MANI TI PRENDERO’&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scena 3&lt;br /&gt;Dettaglio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da sotto gli occhiali da sole scende una lacrima che la velocità trasporta orizzontalmente sulla gota. Giunta all’altezza dell’orecchio si distacca brillando (vedi cartoni animati, rif. Kiss Me Licia, Licia che corre via da Satomi piangendo).&lt;br /&gt;Dissolvenza in nero e scritta in sovrimpressione:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E SENZA ALI E SENZA RETE VOLEREMO VIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scena 4&lt;br /&gt;Piano americano&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Castorino su una spiaggia, in piedi, di spalle. Sguardo verso il sole al tramonto. L’auto si intravede appena sulla destra, rossa, incendiata dal tramonto.&lt;br /&gt;Voce di Castorino Pani fuoricampo (Sussurrata):&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA MIA VITA…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Carrellata veloce sul polso sinistro dove un grosso orologio in oro, analogico, scandisce il tempo.&lt;br /&gt;Voce di Castorino Pani fuoricampo (Sussurrata):&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;…IL MIO TEMPO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le lancette accelerano rapidamente.&lt;br /&gt;Dissolvenza in nero, immagine dell’orologio e scritta in sovrimpressione:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TEMPI D’OGGI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Voce femminile bisbigliata velocemente, quasi inquietante (vedi classico del film dell’orrore):&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le nouveau arlòj de Rutilo Minnezza&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fine.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Castorino Pani" src="http://danilojov.interfree.it/images/Pani_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113208574403975809?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113208574403975809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113208574403975809&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113208574403975809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113208574403975809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/11/castorino-e-la-pubblicit.html' title='Castorino e la pubblicità'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113096300905893548</id><published>2005-11-02T21:19:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T21:23:29.076+01:00</updated><title type='text'>Pollo funghi e bambù (3)</title><content type='html'>Quando il dottore fu uscito Sbrodo e Frastuzzo si guardarono per qualche momento. Ora si trovavano sulla stessa lunghezza d’onda e i pensieri di uno riprendevano i pensieri dell’altro.&lt;br /&gt;- La vedova non mi sembrava spaventata da un avvertimento - esordì Frastuzzo.&lt;br /&gt;- Forse perché neppure lei conosceva il simbolo. Forse perché quel simbolo non esiste affatto. Fammi fare due chiacchiere con la signora.&lt;br /&gt;Frastuzzo uscì dal locale lasciando a Sbrodo il tempo di annusare l’odore di fritto: involtino primavera? Nuvolette di gamberi? Tutto insieme? Nonostante l’ora gli prese voglia di un piatto di pollo funghi e bambù.&lt;br /&gt;La signora Xiù si materializzò alle sue spalle. Cinese anche lei, senza dubbio. Era colpa degli occhi stirati o non sembrava per niente afflitta? La donna, come se gli avesse letto i pensieri, vide il cadavere e scoppiò a piangere.&lt;br /&gt;- Mi scusi signora se l’ho fatta tornare qui ma avevo bisogno di parlarle.&lt;br /&gt;- Fa niente - disse la donna sedendosi dando le spalle alla salma. Prese un fazzoletto dalla tasca del grembiule che ancora aveva indosso e si soffiò il naso. Sbrodo vide qualcosa.&lt;br /&gt;- Avete ricevuto minacce ultimamente? Vi avevano chiesto soldi? - chiese il commissario come se fosse una domanda leggera, senza importanza.&lt;br /&gt;- No, non minaccia. Non io. Però forse lui, io non sa. Lui occupava di conti, di locale, io sto in cucina.&lt;br /&gt;- E suo marito la tradiva? - così, a bruciapelo. Anche Frastuzzo ebbe un piccolo sussulto. Una domanda che non c’entrava nulla, che non aveva motivo di essere fatta e nel contesto meno opportuno. Una vera doccia fredda. E Sbrodo sapeva bene qual è l’effetto della doccia fredda, soprattutto nei primi momenti dell’indagine&lt;br /&gt;La signora Xiù balzò in piedi rossa in volto, non più singhiozzante ma con gli occhi gonfi di rabbia violenta. Urlò:&lt;br /&gt;- Era un figlio di puttana! - e subito dopo si paralizzò, a bocca aperta.&lt;br /&gt;Quel figlio di puttana del signor Xiù, era noto, non disdegnava qualche distrazione alle sedici ore lavorative sette giorni su sette con Li Nam, la cameriera ventenne molto più avvenente della signora Xiù.&lt;br /&gt;- Il sangue che ho visto sul fazzoletto sono sicuro che ci dirà molte cose. Mi dice com’è andata? - chiese conciliante il commissario.&lt;br /&gt;La signora Xiù chiuse la bocca e poi fece uno strano sorriso.&lt;br /&gt;- Lei è pagato per scoprire. Perché devo dire io?&lt;br /&gt;Frastuzzo chiamò l’agente e fece portare via la signora Xiù, assassina del marito fedifrago. Mentre gli passava accanto le sfilò il fazzoletto dalla tasca.&lt;br /&gt;Alla fine si era trattato di un caso assurdamente semplice, una tragedia della gelosia tanto cara ai telegiornali.&lt;br /&gt;- Ci sarà stata una scenata. Lei, accecata dalla gelosia, ha accecato lui. Poi lo ha finito a bacchettate inscenando il finto omicidio mafioso, con tanto di simbolo simil yakuza. - disse Frastuzzo quando furono di nuovo soli.&lt;br /&gt;- Già. - disse Sbrodo sconsolato.&lt;br /&gt;- Beh, commissario, che ha? Stanotte ha risolto il caso in meno di un’ora, un record! E con un colpo da maestro, poi. Ora che le prende?&lt;br /&gt;Sbrodo sbuffò.&lt;br /&gt;- Ma perché al tenente Colombo confessano sempre tutto e a me non dicono mai un cazzo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Commissario Sbrodo" src="http://danilojov.interfree.it/images/Sbrodo_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113096300905893548?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113096300905893548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113096300905893548&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113096300905893548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113096300905893548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/11/pollo-funghi-e-bamb-3.html' title='Pollo funghi e bambù (3)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-113059431281431193</id><published>2005-10-29T15:55:00.000+02:00</published><updated>2005-10-29T15:58:32.830+02:00</updated><title type='text'>Pollo funghi e bambù (2)</title><content type='html'>- No? - chiese Frastuzzo stupito.&lt;br /&gt;- Le sembra un avvertimento, dottore? - chiese Sbrodo ad un meravigliato Frullo. Frastuzzo restò di sasso e si instizzì.&lt;br /&gt;- Beh, effettivamente ha tutto l’aspetto di un omicidio di mafia. Il simbolo sulla mano è la prova che chi l’ha fatto voleva che i famigliari sapessero bene di chi si tratta.&lt;br /&gt;- Tu! - Sbrodo puntò il dito sull’agente di guardia sulla porta che si guardò attorno e poi si autoindicò.&lt;br /&gt;- Sì, tu, vieni qui.&lt;br /&gt;L’agente si avvicinò a Sbrodo cercando di non guardare il cadavere che gli faceva impressione. Sembrava un Capitan Harlock cinese con tanto di benda all’occhio, ma molto più brutto e nano.&lt;br /&gt;- Guardando questo corpo ti viene in mente un avvertimento di mafia?&lt;br /&gt;L’uomo si sforzò di guardare il cinese esantematico e disse:&lt;br /&gt;- Un paio di mesi fa abbiamo trovato quello che restava di un tipo bruciato vivo nell’acido muriatico. Era la firma del Chimico, commissario, così ha detto lei. Ha aggiunto che questi mafiosi, quando uccidono, lasciano una firma ben identificabile come monito. Anche questo mi sembra un caso simile.&lt;br /&gt;- E conosci quel simbolo? - di nuovo indicò la mano.&lt;br /&gt;- No, non l’ho mai visto.&lt;br /&gt;- Grazie. Torna pure a piantonare l’ingresso. - L’agente se ne tornò perplesso sulla porta. Avrebbe di certo detto a sua moglie che il commissario aveva richiesto il suo parere. Voleva forse dire qualcosa?&lt;br /&gt;Frastuzzo guardò Sbrodo chiedendo spiegazioni.&lt;br /&gt;- Non capisci? - disse Sbrodo&lt;br /&gt;Frastuzzo alzò le sopracciglia.&lt;br /&gt;- Cazzo, Frastuzzo, tutti qui ci vedono un delitto mafioso, cinese o indigeno poco importa. E’ evidente pure al dottor Frullo e all’ultimo degli agenti!&lt;br /&gt;L’uomo di guardia mormorò un vaffanculo.&lt;br /&gt;- Ora la seguo, commissario! - esclamò Frastuzzo alzandosi dalla sedia su cui si era depositato e avvicinandosi al cadavere. - E’ tutto troppo perfetto. Tutto perfetto per una firma sconosciuta.&lt;br /&gt;Sbrodo annuì.&lt;br /&gt;- Il primo colpo è quello all’occhio, vero dottore? - chiese il commissario.&lt;br /&gt;- Lo ribadisco. - fece il dottore con un occhio semichiuso ma senza intenzione di parodiare il cadavere. Sbrodo ebbe pietà. - Ora può andare dottore, e mi scusi se l’ho trattenuta. Mi è stato prezioso.&lt;br /&gt;Frullo si alzò barcollando e con lo stecco del ciupa ciups ancorato sulle labbra.&lt;br /&gt;- Si figuri commissario. Buona notte! - e si avviò alla porta in preda ad una crisi di sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua e finisce nel prossimo post …)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Frastuzzo" src="http://danilojov.interfree.it/images/Frastuzzo_web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-113059431281431193?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/113059431281431193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=113059431281431193&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113059431281431193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/113059431281431193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/10/pollo-funghi-e-bamb-2.html' title='Pollo funghi e bambù (2)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112975007759733948</id><published>2005-10-19T21:24:00.000+02:00</published><updated>2005-10-19T21:27:57.606+02:00</updated><title type='text'>Pollo funghi e bambù (1)</title><content type='html'>Sbrodo fissò il cadavere. Molto cinese, senza dubbio. Capello liscio e nero tanto da rilanciare riflessi bluastri. Occhi a mandorla ma meno saporiti. Anzi, solo uno. Lo indicò a Frastuzzo.&lt;br /&gt;- E’ cinese. - disse Frastuzzo.&lt;br /&gt;Sbrodo lo compatì per qualche secondo. Perché il suo assistente era capace di intuizioni geniali e bestialità inaudite? Che razza di percorso intraprendevano le idee in quel deforme testone? Forse che le accelerazioni dei neuroni, nelle direzioni innaturalmente oblunghe del cranio, producessero collisioni nei rapidi cambi di direzione causando esplosioni di stupidità?&lt;br /&gt;Non aggiunse nulla ma si concentrò sul corpo. Sembrava affetto da morbillo ovunque, morbillo talmente tenace da essersi diffuso anche sugli abiti.&lt;br /&gt;- Mai visto nulla di simile. Bucherellato da affondi di bacchette. Bacchette cinesi, ben inteso. Per nulla appuntite. Nessuno schizzo di sangue.- Il dottor Frullo, medico legale, si ficcò un ciupa ciups in bocca e si mise a sedere ad un tavolo. Il ristorante era illuminato a giorno. C’erano foto di cascate che si muovevano inspiegabilmente e lampioncini cinesi che addobbavano completamente il soffitto mentre alcuni panda sgranocchiavano bambù ai piedi della Grande Muraglia. Il cadavere era in terra rivolto con la faccia verso l’alto, bucherellato nell’addome, nel petto e sul volto. Un occhio era stato colpito ed era solo una cavità colma di liquido scuro.&lt;br /&gt;- Non è certamente stato colto di sorpresa. E penso proprio che conoscesse il suo assalitore perché, almeno all’inizio, non si è difeso. Credo, e il dottore mi darà manforte, che il primo colpo sia stato inferto all’occhio. Il dolore e la cecità gli hanno impedito di difendersi dai colpi successivi. - riassunse Frastuzzo.&lt;br /&gt;Sbrodo annuì. Sul tavolo stavano diversi foglietti a quadretti di un taccuino, fitti di ideogrammi.&lt;br /&gt;- La signora Xiù mi dice che si tratta dei foglietti su cui prendono nota delle ordinazioni. Il signor Xiù ogni sera controllava l’incasso e verificava le corrispondenze. Lei dice per scrupolo ma secondo me non si fidano dei dipendenti.&lt;br /&gt;Il dottor Frullo continuava a suggere il suo ciupa ciups passandoselo da un lato all’altro della bocca facendo rumore coi denti. Aveva lo sguardo assonnato e l’orario non poteva certo dargli torto. Le tre e mezza del mattino. Infatti disse:&lt;br /&gt;- Me ne posso andare?&lt;br /&gt;- Porti pazienza ancora un po’, dottore.&lt;br /&gt;Sbrodo fissava la scena senza disgusto né meraviglia. Di morti ammazzati ne vedeva quasi tutti i giorni e certo questo non era il più brutto. Indicò a Frastuzzo la mano sinistra. Era stata bucherellata anch’essa ma in modo metodico, non casuale. Inoltre era ben rivolta verso l’alto, all’altezza della testa, come se fosse stata messa appositamente in vista. Un foro al centro e cinque attorno a corona.&lt;br /&gt;- Glielo hanno fatto quando era già morto. - puntualizzò Frullo.&lt;br /&gt;- Conosciamo questo simbolo? - chiese Sbrodo. Frastuzzo scosse la testa.&lt;br /&gt;- E’ la prima volta che lo vedo, commissario. Potrebbe essere un simbolo dei Luridi di Zeppola. Sono cinque, in più si vocifera di una sesta persona occulta.&lt;br /&gt;Sbrodo si toccò istintivamente le palle.&lt;br /&gt;- Non dirlo nemmeno per scherzo, Frastuzzo. Hai idea di che putiferio si scatenerebbe a Ruscazza se si diffondesse la voce che nel suo territorio i Luridi vanno in giro ad ammazzare liberamente? I Bastardi metterebbero tutto a ferro e fuoco. - Tornò a guardare la salma ammorbata. - E poi non è certo questo il modo in cui uccidono i Luridi. Sicuro che questi simboli non ti dicano nulla? Non può essere un simbolo legato alla mafia cinese?&lt;br /&gt;Frastuzzo si strinse nelle spalle.&lt;br /&gt;- Non lo conosco. Però visto l’interessato non mi stupirebbe. Di sicuro l’omicidio sembra un avvertimento. O più probabilmente una resa dei conti. Un pizzo non pagato.&lt;br /&gt;Sbrodo negò lentamente con la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua nel prossimo post …)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Commissario Sbrodo" src="http://danilojov.interfree.it/images/Sbrodo_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112975007759733948?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112975007759733948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112975007759733948&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112975007759733948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112975007759733948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/10/pollo-funghi-e-bamb-1.html' title='Pollo funghi e bambù (1)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112871964085798287</id><published>2005-10-07T23:06:00.000+02:00</published><updated>2005-10-07T23:14:00.870+02:00</updated><title type='text'>Senilità</title><content type='html'>Tre lunghe supposte, eburnee e levigate, saltellarono per i campi avvicinandosi all’accampamento. Scrutarono attentamente tutto intorno con le loro testoline arrotondate poi decisero di approssimarsi ad un folto gruppo di anziani. Erano quaranta vecchietti assegnati alla VII divisione ERB. Questi, nella lunga inattività della loro squadra, avevano allestito nel campo base un circolo unendo sette tende con le rispettive verande. Si erano riuniti a gruppi di quattro in un lunghissimo torneo di briscola che durava ormai da quindici giorni. Tra le luci delle lampade volavano urla roche e bestemmie d’altri tempi. I carichi scendevano dalle mani come se pesassero davvero e si abbattevano sui tavolini di plastica da campeggio incrinandone i piani. I cavalli nitrivano davvero calpestando i fanti disperati, i re sodomizzavano i cavalieri riempiendosi le tasche di denari, i bastoni ardevano tra le mani tremolanti che per sfregamento attizzavano il fuoco. Un canale di lambrusco serpeggiava tra i tavoli ed era l’unico sostentamento di quei giocatori. Allungavano i loro bicchieri nel rio spumoso colmandoli, senza tuttavia staccare gli occhi dal gioco.&lt;br /&gt;Queste scene, queste urla con dialetti doc ed imitazioni mal riuscite, questi volti rubicondi ed eccitati ma scavati ed emaciati, accolsero le tre candide supposte. Da un tavolo un vecchietto li adocchiò e additò subito.&lt;br /&gt;- Vaca che supposte! Chi è che deve cagare?&lt;br /&gt;Tutti si girarono. Intestini pigri fecero brillare occhi a molti vecchietti.&lt;br /&gt;- Con una di quelle ti devono andare a cercare nelle fogne! - disse uno.&lt;br /&gt;- Mo sai che liberazione? - disse un altro che tentava di ricordare se l’ultima volta che gli era capitato di defecare in modo soddisfacente fosse stato nell’ottantacinque o nell’ottantasei.&lt;br /&gt;- Non vi dovete preoccupare, non vi faremo evacuare. - disse una supposta dalla rima facile. Quella vicino si scagliò su di essa ma a causa del precario equilibrio cadde bestemmiando come non ci si aspetta dalla glicerina.&lt;br /&gt;- E chi si preoccupa. Ma non volete andare nel frigo? Qua fuori al caldo vi scioglierete… - disse un anziano furbacchione dando vistosamente gomitate ad un vicino.&lt;br /&gt;- Qui stiamo bene, nonnino. Piuttosto volevamo sapere se avete sentito qualche storia in giro… - disse una supposta cercando di estorcere delle informazioni approfittando della debilitazione degli attempati.&lt;br /&gt;- Beh, mi ricordo che nel ’43 eravamo sul Monte Besgnacca che i tedeschi avevano sul versante verso Mizzeno un capanno dove tenevano le munizioni. C’eravamo io, Pinzio Mistro, Guglino Fintruppo detto il Frusto, Erminzio Capra, … - iniziò uno.&lt;br /&gt;- Capra? Ma Capra chi, quello del Bar Capra di Reggiolasco? - chiese uno.&lt;br /&gt;- Guarda che il Capra del Bar Capra è figlio di emigranti in Argentina. I suoi erano partiti con una valigia con dentro quattro stracci ad avevano fatto fortuna là con un negozio di chiodi da muro. E vendevano solo chiodi da muro, se gli chiedevi un chiodo da legno ti mandavano lì vicino che c’era un altro italiano che vendeva solo chiodi da legno. Si chiamava “Chiodos por legnos de Piumino Ercoto”. Lo so perché me l’ha detto il Capra. - intervenne uno.&lt;br /&gt;- Ma allora è il fratello? - domandò uno.&lt;br /&gt;- Il fratello del Capra ha sposato Minnona Cavoli, la figlia di quel poveraccio del Rutilo Cavoli che vendeva legna a Tomba Viva. Quello che mentre tagliava un tronco cavo che non sapeva che era cavo ci ha trovato dentro un alveare grosso così che se lo è mangiato vivo. Lo ha trovato spolpato il Gigione… - sentenziò uno.&lt;br /&gt;- Il Gigione il figlio della Petrona? - chiese uno.&lt;br /&gt;- Il Gigione il figlio della Petrona è morto su per il Rio di Pesto sotto una frana. Anche lui, andava a funghi che veniva giù che Dio la mandava… - precisò uno.&lt;br /&gt;- Su per il Rio di Pesto c’è morto anche il marito della Sacagna Sevoli. - aggiunse uno.&lt;br /&gt;- La Sacagna Sevoli che ha il negozio di ortiche a Eremereto? - interrogò uno.&lt;br /&gt;- No quella è la Sacagna Ravioli, che le è morto il marito al mare mangiato dalle meduse… - si inserì uno.&lt;br /&gt;- Ma perché, le meduse mangiano le persone? - domandò uno.&lt;br /&gt;- Nel ’57 eravamo al mare a Mucillano Marina quando sono arrivate queste meduse… - iniziò uno.&lt;br /&gt;Le supposte di glicerina saltellarono via urlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Pantegane" src="http://danilojov.interfree.it/images/Pantegane_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112871964085798287?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112871964085798287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112871964085798287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112871964085798287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112871964085798287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/10/senilit.html' title='Senilità'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112746137024738343</id><published>2005-09-23T09:39:00.000+02:00</published><updated>2005-09-23T09:42:50.256+02:00</updated><title type='text'>Ruscazza’s Star Wars</title><content type='html'>Il blindatissimo fuoristrada del Tossicologo era un abile incrocio tra una Cherokee ed un Bus Double Decker. L’effetto finale era quello di una torre semovente e l’abilità dei meccanici realizzatori era stata quella di calcolare opportunamente il baricentro del veicolo in modo tale che una improvvisa accelerazione, una curva a gomito o un banale colpo d’aria non lo rovesciassero miseramente. Sulla sommità, ben nascosta, c’era una vedetta dotata di mitragliatrice. Altre guardie armate erano accortamente celate alla vista: due nel capiente bagagliaio, una nel vano motore pericolosamente a cavallo della cinghia di trasmissione e inopportunamente accanto al radiatore e una camuffata da tergicristallo. Altre quattro completavano la sicurezza del Bastardo circondandolo in ogni suo movimento interno o esterno al veicolo.&lt;br /&gt;Il torrione mobile si fermò in via Amanuensi Artritici al civico 4. Era un capannoncino dai vetri oscurati e senza insegne. Sul campanello, un po’ consunta, appariva la scritta SW Fans Club Ruscazza. Il Tossicologo entrò nello stabile senza bussare attraverso una porta scorrevole.&lt;br /&gt;Dentro c’era sabbia ovunque e faceva un caldo torrido. Sembrava di essere in uno strano Sahara. Sul soffitto brillavano due luci, una più luminosa ed una più spenta e rossastra. C’erano delle strane costruzioni che sembravano ricavate dalla roccia. Da una di queste uscì un uomo molto alto, celato completamente da un abito nero con alcune luci sul petto e un enorme casco. Forse per questo ansimava.&lt;br /&gt;- Mio Signore… - disse inginocchiandosi al cospetto del Tossicologo.&lt;br /&gt;Le guardie del corpo erano frastornate e si guardavano tra di loro inebetite e agitate.&lt;br /&gt;- La ribellione sta giocando le sue ultime armi Lord Fener. La battaglia finale sta per iniziare e tu dovrai guidare un gruppo di eroi verso il pianeta Zeppola per distruggerne i capi. - La voce del Bastardo era vibrante, bassa e viscida. Irriconoscibile.&lt;br /&gt;- Ho già scelto i sei elementi che mi seguiranno mio Signore.&lt;br /&gt;Da un pozzo spuntò un esserino verde con le orecchie a punta. Una guardia, spaventata e inorridita, lo freddò subito con un colpo alla testa ricacciandolo nel pozzo.&lt;br /&gt;- Yoda era vecchio, mio Signore, non fa niente. Ma se le tue guardie me li fanno fuori tutti dovrò andare da solo… - disse l’omone asmatico.&lt;br /&gt;Il Tossicologo diede uno schiaffo alla guardia che aveva sparato e fece rinfoderare le armi. Un istante dopo uscirono cinque individui. Uno era un tipetto effeminato che sembrava Nino D’Angelo con la tunica bianca da hippy. Un altro era una specie di cow boy con una colt mezzo metro più lunga del normale. Una era una ragazza carina e minuta con due enormi cuffie da stereo alle orecchie. Poi c’era un essere peloso che urlava e il Tossicologo dovette tener ferme le guardie che già avevano estratto le armi. Infine c’era un vecchio puzzone col saio da monaco.&lt;br /&gt;- Bene Lord Fener. Voi sei sarete un corpo scelto dell’ERB, acronimo di Eliminazione Ribellione ai Bastardi. Qual è la vostra dotazione di armi?&lt;br /&gt;L’asmatico, Nino D’Angelo ed il puzzone accesero con un ronzio un tubo al neon che impugnavano a mo’ di spada. Il cow boy e il mignon sfoderarono le colt oblunghe. L’orso aveva una improbabile mitraglietta.&lt;br /&gt;- Tra due giorni andrete a rapporto al campo base sulle rive del Suino. Buon lavoro! - disse il Tossicologo.&lt;br /&gt;- Che la forza sia con te! - dissero in coro i sei soggetti.&lt;br /&gt;- E con il tuo spirito… - risposero le guardie del corpo, oramai totalmente confuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Tossicologo" src="http://danilojov.interfree.it/images/Tossicologo_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112746137024738343?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112746137024738343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112746137024738343&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112746137024738343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112746137024738343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/09/ruscazzas-star-wars.html' title='Ruscazza’s Star Wars'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112644828071712728</id><published>2005-09-11T16:14:00.000+02:00</published><updated>2005-09-11T16:18:00.723+02:00</updated><title type='text'>Sogno la Ferrari ma giro in motorino</title><content type='html'>Questa città si prende gioco di me,&lt;br /&gt;io che non so capire che&lt;br /&gt;un’altra vita mi attende là fuori,&lt;br /&gt;poche altre gioie e molti dolori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa scuola mi sta sempre più addosso,&lt;br /&gt;no, professori, giuro, non posso,&lt;br /&gt;e quando allo stremo perdo il pulmino&lt;br /&gt;arriva l’ora del mio motorino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libero tra lo smog posso volare&lt;br /&gt;In questa ansia metropolitana&lt;br /&gt;Non ho la Ferrari ma so immaginare&lt;br /&gt;Un futuro in cui scorre un fiume di grana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi euro per fare benzina&lt;br /&gt;alla mia Maranello coperta di brina,&lt;br /&gt;solo due ruote son tutto il mio mondo&lt;br /&gt;nel quale scivolo sempre più a fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questa città gioca sulla mia pelle,&lt;br /&gt;gli farò vedere la più grande delle stelle,&lt;br /&gt;il signor nessuno della periferia&lt;br /&gt;sul motorino se ne andrà via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libero tra lo smog posso volare&lt;br /&gt;In questa ansia metropolitana&lt;br /&gt;Non ho la Ferrari ma so immaginare&lt;br /&gt;Un futuro in cui scorre un fiume di grana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardami ora, guardami adesso,&lt;br /&gt;guardami bene, non sono lo stesso,&lt;br /&gt;vesto sdrucito come i miei pari&lt;br /&gt;ma sgommo con grinta sulla Ferrari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Interprete: Castorino Pani)&lt;br /&gt;(Testi: C. Ceccherini, R. Uvido, S. Mastunzi)&lt;br /&gt;(Musica: A.I.Diesse, E. Mozzicone)&lt;br /&gt;(Album: Pani e Rose)&lt;br /&gt;(Edizioni: Next Music ©)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Castorino Pani" src="http://danilojov.interfree.it/images/Pani_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112644828071712728?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112644828071712728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112644828071712728&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112644828071712728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112644828071712728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/09/sogno-la-ferrari-ma-giro-in-motorino.html' title='Sogno la Ferrari ma giro in motorino'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112556228868656744</id><published>2005-09-01T10:07:00.000+02:00</published><updated>2005-09-01T15:30:25.886+02:00</updated><title type='text'>Sulle strade di Ruscazza</title><content type='html'>Zaccheo Pignacolada era un giovane carabiniere di stanza a Ruscazza. Era originario di Fumicara, un paesetto ad una ventina di chilometri, ed essere approdato così giovane in un luogo tanto prossimo a casa lo rendeva orgoglioso. Era convinto che dietro alla sua domanda di avvicinamento così repentinamente accolta ci fosse una reale stima dei superiori nei suoi confronti. Purtroppo per lui i superiori menzionati non sapevano nemmeno chi fosse. Il tutto era nato come un malinteso. L’appuntato Famona dell’ufficio centrale, dopo aver distrattamente letto la domanda di avvicinamento, aveva chiesto al Maresciallo Da Orbi se pensava fosse il caso che Pignacolada andasse a Ruscazza. Il Maresciallo in quei giorni aveva i cazzi suoi. Anzi, sospettava che in casa di membri erettili, da qualche tempo, ve ne fossero altri oltre al suo. Sua moglie, un pezzo di top model mancata per un soffio, negli ultimi tempi era più lussureggiante del solito ma a lui non la faceva vedere nemmeno con il telescopio. Insomma, la domanda dell’appuntato rimbalzò nella testa maresciallica in altri pensieri appensierata per qualche secondo, suonando più o meno come la richiesta di un drink di tanto in tanto nel presidio dei carabinieri di Ruscazza.&lt;br /&gt;- Ma sì, perché no… - rispose.&lt;br /&gt;L’appuntato non si sognò nemmeno di discutere, un pensiero in meno. E Pignacolada abbeverò Ruscazza.&lt;br /&gt;Quel lunedì mattina era di servizio con Filippo Filippi, suo superiore e cognato dell’allora fresco di nomina Commissario Sbrodo, e percorrevano a piedi via Pagnottella conversando del più e del meno. Il Filippi, in particolare, tentava di dimostrare, citando scientificamente casi constatati di persona, che l’intelligenza femminile era direttamente proporzionale alla dimensione del seno ed inversamente proporzionale alla sfericità del culo. Pignacolada non era molto convinto ma quella mattina era di buon umore e non voleva dissentire, quindi annuiva e si sforzava di cercare casi reali o immaginari che avallassero la teoria.&lt;br /&gt;In quella dal minimarket poco avanti a loro si sentì un grido e subito uscì un uomo brandendo agitato un sacchetto di plastica rigonfio. Era armato. Vide i carabinieri e si congelò. Pignacolada e Filippi impugnarono le pistole ma poi il volto di Pignacolada si fissò sull’uomo e fece una specie di sorriso distensivo. Con la mano trattenne il collega spiazzato facendogli abbassare l’arma.&lt;br /&gt;L’uomo dall’altra parte era suo cugino. Suo cugino. Erano cresciuti assieme, quasi coetanei. Su e giù per le colline di Fumicara, sempre sporchi di terra, a pescare, giocare a pallone, a rincorrersi nei campi. Suo cugino, sempre stato un po’ scapestrato, sregolato, mentre lui preciso, ligio. Forse proprio per quello andavano tanto d’accordo. Suo cugino. E tutte queste cose e milioni di altre e mille e mille altre ancora attraversarono in una sola frazione di secondo la mente di Pignacolada. Suo cugino Antonio.&lt;br /&gt;Suo cugino Antonio che fugge fuori da un minimarket armato.&lt;br /&gt;E neppure per un secondo pensò male.&lt;br /&gt;Uno scherzo, senza dubbio uno scherzo.&lt;br /&gt;Antonio, sempre a scherzare, lui.&lt;br /&gt;- Antonio! - disse.&lt;br /&gt;E Antonio sparò uccidendolo all’istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img alt="Commissario Sbrodo" src="http://danilojov.interfree.it/images/Sbrodo_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112556228868656744?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112556228868656744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112556228868656744&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112556228868656744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112556228868656744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/09/sulle-strade-di-ruscazza.html' title='Sulle strade di Ruscazza'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112428209612781421</id><published>2005-08-17T14:31:00.000+02:00</published><updated>2005-09-01T10:17:36.896+02:00</updated><title type='text'>L’Arruolamento di Cotechiño</title><content type='html'>I Bastardi regnavano indiscussi nel comprensorio industrializzato di Ruscazza e, non fosse stato per i fetentissimi Luridi, i loro confini sarebbero stati ancora più estesi. Ma per avere una sana mafiosa economia sempre arzilla era necessario infondere di tanto in tanto capitale non autoprodotto. A questo pensavano le Banche sotto il diretto controllo del Consiglio, lecito ricettacolo di illeciti.&lt;br /&gt;L’Asfaltatore era stato incaricato dal Presidente di turno del Consiglio dei Sette Bastardi, l’Idraulico, di concludere una transazione di denaro e cocaina in Brasile, facendo transitare il primo attraverso prestanomi e filiali, il secondo dentro presunti nuovi acquisti della Ruscazzese.&lt;br /&gt;Che una squadra di Promozione si potesse permettere di reclutare calciatori in Brasile poteva far pensare. Che alcuni di questi avessero gravi menomazioni poteva far pensare.&lt;br /&gt;Che tutti questi, dopo essere stati imbottiti di lassativi ed aver passato una decina di giorni in bagno, fossero stati sbrigativamente provati e rispediti a casa poteva far pensare.&lt;br /&gt;Nessuno, tuttavia, pensò.&lt;br /&gt;Finite le pratiche di affari e visitati alcuni bordelli l’Asfaltatore decise di farsi una tranquilla passeggiata in una favela di Rio de Janeiro. Con sé aveva l’Avvocato Strozzigalli, laureato con una tesi a piè di pagina sui codicilli dal titolo “La legge non è il tomo di milleduecento pagine ma la nota a margine che nessuno legge”. Nella sua causa più celebre era riuscito a far dare trent’anni per strangolamento ad un uomo, muto e privo di entrambe le braccia, perché non era stato in grado di scrivere una lettera di suo pugno nella quale dichiarava di essere innocente. Nella lunga requisitoria aveva ripercorso la storia della giurisprudenza dal Codice di Hammurabi al decreto salvafollicoli di Bervistoni, rincoglionendo a tal punto gli avvocati della controparte tanto che puntarono ferocemente il dito sul loro assistito, deposero la toga ed andarono ad insegnare grammatica latina in istituti professionali.&lt;br /&gt;Con l’Asfaltatore e l’avvocato c’erano quattro guardie del corpo che allontanavano i bambini che arrivavano a nugoli spruzzandoli di Ipnotic Poison di Christian Dior. L’olezzo li tramortiva all’istante.&lt;br /&gt;All’improvviso un orango di due metri, immune al Dior, si parò davanti all’allegra brigata.&lt;br /&gt;- Tu è ricco, sento da puzza. Porta me via da qua e io faccio tutto quello che tu vuole.&lt;br /&gt;Era un ragazzone olivastro e simile a Lou Ferrigno della serie televisiva “Hulk”. Aveva graffi, cicatrici, bitorzoli e croste ovunque. Uno abituato a quel clima ma desideroso di andarsene.&lt;br /&gt;Le guardie del corpo continuavano ad irrorare lo scimmione che intanto era completamente bagnato. Strappò dalle mani di una guardia la boccetta e la bevve d’un sorso, ruttando fragranze esotiche per tutta la favela.&lt;br /&gt;- Sai sparare? - chiese interessato l’Asfaltatore.&lt;br /&gt;- Io no uso armi. Se bisogna stacco carotide a morsi come leoni.&lt;br /&gt;- Fammi vedere. - disse subdolo il Bastardo indicando l’avvocato.&lt;br /&gt;- M-ma… che dice… - fece quello.&lt;br /&gt;Le guardie del corpo, argute, lo gettarono velocemente tra le braccia di Hulk. Questi, senza scomporsi, si gettò sul collo e in un istante riemerse sporco di sangue, col fu avvocato tra le braccia che non aveva avuto il tempo di emettere un solo grido.&lt;br /&gt;- Molto bene. Sei assunto. Come ti chiami? - chiese pratico l’Asfaltatore.&lt;br /&gt;- Cotechiño! - disse l’orango, e i denti bianchi erano macchiati di rosso.&lt;br /&gt;- Andiamo. - fece paterno l’Asfaltatore.&lt;br /&gt;Si allontanarono velocemente mentre la gente cominciava ad avvicinarsi incuriosita al cadavere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Asfaltatore_Web.jpg" img ALT="Asfaltatore"/&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112428209612781421?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112428209612781421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112428209612781421&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112428209612781421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112428209612781421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/08/larruolamento-di-cotechio.html' title='L’Arruolamento di Cotechiño'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112300985066389816</id><published>2005-08-02T21:07:00.000+02:00</published><updated>2005-09-01T10:18:20.546+02:00</updated><title type='text'>Il video dell’Ondazza</title><content type='html'>- Panda Unzzz a Pandgggr Tre, mizzenti? Pandgrrr Tre mizzentggrr?&lt;br /&gt;- Ti sentrrrr Panda Unzzz, male ma tri sentrrrr. Oltrrrr che nogrr si vedrrr un cazzz in questrrr obbrrrrrbio nogrr si zzzent nemmmmmm…..&lt;br /&gt;Il ragazzo in tuta bianca guardò la ricetrasmittente che simulava un orgasmo. Si voltò verso il compagno a due metri da lui e quasi non lo vide.&lt;br /&gt;- Abbiamo perso il contatto radio. In mezzo a questa schifezza non funzionano neppure i walkie talkie. Cosa dicono gli strumenti?&lt;br /&gt;Il compagno si mise due mascherine davanti alla bocca e Panda Uno fece altrettanto. La puzza era di una varietà completamente sconosciuta in natura, un cocktail osceno di liquami biologici e peti chimici, idrocarburi dispeptici e decomposizioni rigurgitate. La mascherina divenne in pochi istanti rosastra con variazioni di verderame.&lt;br /&gt;- Gli strumenti non sono tarati per lavorare in questa atmosfera. Tutti gli indicatori sono a fondo scala e qualche lancetta è appassita e si è attorcigliata. Questo obbrobrio è veleno, più di veleno, è, è… - non gli venivano le parole, forse non c’erano.&lt;br /&gt;Camminavano su di un’erba color violetto di Parma che stranamente ondeggiava fuori sincrono col vento. Panda Due lo notò ed ebbe paura.&lt;br /&gt;- La telecamera sul tuo casco sta riprendendo tutto, vero? Questo schifo va denunciato una volta per tutte, basta con le cazzate del sindaco, questo non è un fenomeno naturale, questo è un fenomeno sovrannaturale, in questa melma denominata Ondazza persino le leggi fisiche vengono violate!&lt;br /&gt;Panda Uno lasciò cadere un pezzetto di ferro che planò leggero come un foglio di carta. Panda Due, sconvolto, si premette altre due mascherine sulla bocca e fece una panoramica dell’Ondazza. Si riusciva a vedere solo una densa foschia rosastra, solcata da linee di campo bluastre e danzanti.&lt;br /&gt;- Pndzzzz Ungrrr…&lt;br /&gt;- C’è di nuovo il contatto radio. Forse sono più vicini. Comunque dobbiamo incontrarci in prossimità del ricciolo e non manca tanto. Speriamo che facciano delle agghiaccianti riprese anche loro. Quando il mondo vedrà, capirà.&lt;br /&gt;Continuarono a salire lungo le colline in quel paesaggio spettrale, muovendosi come astronauti nelle loro tute ormai non più bianche ma pittate da un artista ubriaco. Videro un movimento, una decina di metri avanti a loro.&lt;br /&gt;- Saranno Panda Tre e Panda Quattro. Raggiungiamoli. - disse Panda Uno.&lt;br /&gt;Panda Due era ormai al limite della sopportazione. I bulbi oculari erano venati e grigiastri e dense lacrime scarlatte gli colavano sulle gote. Raggiunsero gli altri due, fuori dall’Ondazza ma precisamente sotto alla minaccia del ricciolo. Purtroppo non erano soli.&lt;br /&gt;Accanto a loro due energumeni che, ad insaputa dei quattro Panda, erano alle dipendenze di Fat Emiro. Tenevano i primi due sollevati per la collottola. Questi, anestetizzati dalla permanenza nel tanfo, si lasciavano dondolare senza opporre resistenza. Non ci furono parole. In pochi istanti e con sapienti mosse i due bruti trattennero tutto il materiale in possesso degli ambientalisti e rigettarono i ragazzi nell’Ondazza. Il loro coraggioso reportage non giunse mai a chi di dovere e di loro si persero le tracce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Emiro_Web.jpg" img ALT="Fat Emiro" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112300985066389816?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112300985066389816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112300985066389816&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112300985066389816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112300985066389816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/08/il-video-dellondazza.html' title='Il video dell’Ondazza'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112169948028645780</id><published>2005-07-18T17:09:00.000+02:00</published><updated>2005-09-01T10:19:02.416+02:00</updated><title type='text'>Giovani Tisici</title><content type='html'>Nella classe si poteva sentire la tensione come un’energia vibrante che legava gli studenti gli uni agli altri, una ragnatela che li stringeva inesorabilmente e che li imprigionava nello stesso tempo. La Casciottelli, professoressa di matematica, ribattezzata l’Ansia Ciociara, entrò nell’aula spandendo terrore come semenza. Ogni suo movimento era sapientemente calcolato per generare inquietudine: il passo lento che la conduceva alla cattedra; le occhiate apparentemente pacifiche ma visibilmente in cerca di vittime; la meticolosità con cui estraeva dal borsone il registro e gli altri strumenti di tortura.&lt;br /&gt;Minuti di silenzio catartico durante i quali nessuno osava emettere il più piccolo rumore per evitare di attirare le attenzioni su di sé. Moccoli scendevano da nasi che non potevano essere soffiati. Raucedini si avvinghiavano a gole che non potevano essere schiarite. Pruriti imperlavano le fronti di chi non poteva grattarsi. Starnuti ricusati biecamente. La vera tortura della Casciottelli, era evidente, iniziava molto prima dell’interrogazione.&lt;br /&gt;Iniziò la danza indiana del dito e dell’occhio: con due movimenti apparentemente indipendenti ma in realtà dotati di strabiliante sincronismo la professoressa prendeva a scorrere il dito sul registro mentre con gli occhi scrutava le giovani vittime.&lt;br /&gt;- Avevo detto che interrogavo oggi, vero?&lt;br /&gt;Falsa. Non aveva detto proprio niente, non lo diceva mai. E bastarda. Se qualcuno avesse risposto si sarebbe guadagnato la cattedra perché: 1) se avesse risposto NO la Casciottelli avrebbe detto che lo stolto aveva risposto negativamente per paura di essere interrogato e quindi lo avrebbe fatto; 2) se avesse risposto SI la Casciottelli avrebbe colto la palla al balzo per interrogare il temerario partendo da domande semplici come estrarre la radice quadrata di un numero a dieci cifre.&lt;br /&gt;Solo una persona, in quell’aula di sofferenza, sembrava tranquillo. Possibile mai che avesse studiato? Nessuno poteva studiare Matematica in maniera soddisfacente per la Casciottelli. Nessuno aveva più che la sufficienza nelle classi della Casciottelli, anche se ti chiamavi Enrico Fermi o Niels Bohr, per la Casciottelli eri un demente che nella vita andava bene a raccogliere fave, ammesso che nessuno ti chiedesse di contarle. Nessuno poteva pensare di sfidarla. Lei avvertì quel disturbo nel dolore, quell’oasi di serenità nella sofferenza, come un cane sente il fagiano in un campo di lavanda.&lt;br /&gt;Dito ed occhi si fermarono concordi.&lt;br /&gt;- Piergiandomenico Verruca. - disse solo.&lt;br /&gt;Un mare di colpi di tosse, soffiate di naso, starnuti e grattate sottolineò che i momenti di terrore erano passati. La vittima era stata scelta. Il giovane Piergiandomenico andò baldanzoso alla cattedra tra gli occhi ammirati da tanta incoscienza. La prof gli avrebbe fatto molto male. Opporre resistenza era male.&lt;br /&gt;La Casciottelli non si smentì. Quell’alunno la guardava negli occhi. Lei sorrise beffarda.&lt;br /&gt;- Per cominciare una domandina facile facile. Scrivi un numero di dieci cifre alla lavagna ed estraine la radice quadrata.&lt;br /&gt;Piergiandomenico la fissò più intensamente ed il suo volto sprigionò per un attimo un senso di pace assoluta. Con voce pacata rispose:&lt;br /&gt;- Ma le pare, signora professoressa, che questa sia una domanda atta a saggiare una concreta preparazione matematica? Non è piuttosto una sadica manifestazione di indurimento seguito a dolorosi problemi familiari? Suo marito non tornerà dalla Russia, ormai è disperso da vent’anni, lei deve ricominciare a vivere. Io andrei al mio posto con una sufficienza, se non c’è altro.&lt;br /&gt;La Casciottelli annuì tra le lacrime silenti. Guardò l’aula e fece un sorriso liberatorio. Da quel giorno fioccarono otto come piovessero.&lt;br /&gt;Piergiandomenico Verruca tornò a sedersi tra gli sguardi confusi dei compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Tisico_Web.jpg" img ALT="Tisico" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112169948028645780?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112169948028645780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112169948028645780&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112169948028645780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112169948028645780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/07/giovani-tisici.html' title='Giovani Tisici'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112107456875417834</id><published>2005-07-11T11:34:00.000+02:00</published><updated>2005-07-11T11:36:08.763+02:00</updated><title type='text'>Le gemelline</title><content type='html'>Il servitore del Chimico aveva, come si dice, una buona spanna di pelo sullo stomaco. Avere una buona spanna di pelo sullo stomaco, se sei un fedele servitore di un illustre Bastardo, è essenziale, perché si vedono quotidianamente cose che un ex-SS farebbe fatica a mandar giù. Quella missione di arruolamento, pertanto, gli era sembrata un’autentica passeggiata. I vecchi set cinematografici sulle colline di Ruscazza erano abbandonati dalla fine degli anni ottanta, da quando cioè la fiction Ruscazzese “Otto ore nel reparto scelta” fu un tale flop da disincentivare completamente le produzioni locali. I set vennero lasciati a marcire e le finte linee di scelta in cartone erano ormai solo ammassi informi. Il servitore entrando nel capannone diroccato ebbe come un brivido: cosa assai rara per chi ha, per l’appunto, una buona spanna di pelo sullo stomaco.&lt;br /&gt;Una nenia inquietante si diffuse lenta per il grande e buio ambiente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corri bel Francesco, scappa nella notte&lt;br /&gt;Che il buio ti nasconde, che il buio un po’ ti inghiotte.&lt;br /&gt;Corri nelle lande del parco dei bambini&lt;br /&gt;corri ma poi cadi. Sentiranno le urla i vicini?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La buona spanna di pelo del servitore si rizzò tanto da farlo sembrare incinta. Un chiarore in prossimità di un simil-forno lo attirò contro il suo volere. Attorno ad un tenue fuoco di un insolito bluastro quattro bambinelle uguali, vestite di un leggero tulle sporco, cantavano l’angosciante canzone. Avevano lo sguardo assente ed un sorriso a metà tra quello di un giovane demente e quello di un assassino infarcito di hascisc. Il servitore trascinò le sue gambe come colonne di marmo. Con fatica si avvicinò al cerchio delle quattro gemelline senza che nessuna di loro sembrasse accorgersene. Deglutendo saliva amara disse:&lt;br /&gt;- D-dovete venire con me…&lt;br /&gt;Le gemelline parlarono all’unisono e la voce unica risuonò metallica e priva di inflessioni.&lt;br /&gt;- Francesco correva e l’uomo lo inseguiva. Taci Francesco, non urlare, diceva l’uomo, non ti voglio fare male, ma tu devi venire con me, vieni con me…&lt;br /&gt;Il servitore dovette usare tutta la sua forza di volontà per controllare la vescica. I suoi peli, dalle ascelle a quelli pubici, da quelli delle gambe ai capelli, facevano la “ola” senza contegno.&lt;br /&gt;- Ma Francesco scappava. Dove scappi, diceva l’uomo, dove vai? Il mondo è rotondo, quando corri prima o poi torni qui. Qui in questo parco. Qui da me.&lt;br /&gt;Il servitore si muoveva a scatti, sudava, la voce perfettamente sincronizzata delle bambine gli forzava la mente, la divaricava come uno scrigno e vi si depositava come densa mucillaggine.&lt;br /&gt;- Francesco non è più tornato a casa. Forse è ancora nel parco. Il suo papà, invece, è nella casa per le persone malate. Le persone che hanno la malattia nella testa. Forse non si ricorda più dove ha messo Francesco. I dottori scavano nella sua testa. I poliziotti nel parco…&lt;br /&gt;Il servitore svenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Chimico_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112107456875417834?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112107456875417834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112107456875417834&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112107456875417834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112107456875417834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/07/le-gemelline.html' title='Le gemelline'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-112030277205900982</id><published>2005-07-02T13:10:00.000+02:00</published><updated>2005-07-02T13:19:02.210+02:00</updated><title type='text'>Nascita di un assassino</title><content type='html'>Non era difficile, gli era stato detto. Quella era una piccola filiale, una cassiera e il direttore, praticamente nessun sistema di allarme, non ci andava quasi mai nessuno. Qualche vecchietta, al limite. L’agente di guardia era uno stupido, la pistola ce l’aveva nella fondina solo per fare scena ma se c’era da usarla garantito che si sarebbe cagato addosso. E poi era uno stupido puntuale, tutti i giorni alle 11 andava al bar di fronte a prendere il caffè, dare un’occhiata al giornale e fare la corte alla barista, un bidone di donna con la grazia di un elefante imbottito di metadone e la voce fastidiosa di Yoda di Guerre Stellari. In tutto dieci minuti buoni, anche di più, qualche volta. Il bottino era quello che era, anche visto l’ora, qualche milione di lire, comunque per un lavoro facile non c’era da fare gli schizzinosi.&lt;br /&gt;Nenni si era allora appostato per qualche giorno nei dintorni della Cassa di Risparmio di Ruscazza e Fumicara accertandosi che tutto fosse come gli era stato prospettato. L’agente aveva effettivamente la faccia di un beone ed era puntuale come solo uno stupido di guardia ad una banca può esserlo. Era il suo primo colpo serio e voleva che filasse tutto alla perfezione. Se si fosse comportato bene avrebbe cominciato a contare qualcosa di più nel giro ed avrebbero piantato di trattarlo da ragazzino e di chiamarlo ‘sardagnolo’. Voleva far vedere a tutti chi era Nenni Urlu.&lt;br /&gt;Si avvicinò alla banca appena vide l’agente scomparire nel bar. La strada era deserta, fatta eccezione per una vecchietta curva che, spedita e senza degnarlo di uno sguardo, si infilò in banca. Nenni bestemmiò tra sé e sé. Aveva controllato ogni persona entrata e uscita e prima che arrivasse la bacucca non c’era dentro nessuno. Davanti alla porta con un gesto veloce infilò il passamontagna ed impugnò la pistola orientandola verso la cassiera.&lt;br /&gt;- Tutti i soldi, subito, subito! - le gridò.&lt;br /&gt;La cassiera strabuzzò gli occhi e prese a muoversi disordinatamente, frugando di qua e di là racimolando cartamoneta che non sapeva dove infilare. Il direttore, dietro di lei, era duro come un baccalà, con le mani alzate.&lt;br /&gt;- Trova un sacchetto, cazzo! - urlò ancora Urlu che era pentito di non aver portato con sé qualcosa per contenere i soldi. La cassiera gli fece vedere una scatolina di cartone e lui assentì. “La prima rapina in cui tocca scappare con una scatola di cartone. Che figura!”, pensava.&lt;br /&gt;Fu in quella che vide la nonnetta che gli si faceva incontro.&lt;br /&gt;- Stai buona lì, nonnina, che non si fa male nessuno. - le disse.&lt;br /&gt;- Brutto ladro stronzo! - cominciarono ad insultarlo quei trentacinque chili di pelle raggrinzita e a tirargli certe pacche con la borsa. Nenni continuava a tenere sotto tiro la cassiera che infilava soldi stropicciati nella scatola. Il direttore ancora non aveva mosso un muscolo.&lt;br /&gt;Con la mano cercava di ripararsi dalle borsettate ma la vecchia insisteva e pareva averci dei mattoni dentro alla borsa. La cassiera gli allungò la scatola rigonfia e l’anziana la fece cadere.&lt;br /&gt;- Ma porco… - iniziò a scaldarsi Nenni, ed assestò uno spintone che la spedì in fondo alla banca tra le imprecazioni degne di un raduno di camionisti imbottiti di birra della vecchia.&lt;br /&gt;Raccolse rapidamente la scatola di cartone da cui non era uscito nulla e senza aggiungere altro schizzò fuori. Aveva rispettato i tempi? Dall’altra parte della strada l’agente di guardia, uscendo dal bar, lo guardò tra lo stupito e lo spaventato. Pure Nenni ebbe paura. Impugnò la pistola e senza pensare sparò.&lt;br /&gt;Una ragazza, si chiamava Adriana, in quell'istante era proprio tra i due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Zecca_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-112030277205900982?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/112030277205900982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=112030277205900982&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112030277205900982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/112030277205900982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/07/nascita-di-un-assassino.html' title='Nascita di un assassino'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111909457973622284</id><published>2005-06-18T13:33:00.000+02:00</published><updated>2005-06-18T13:36:19.743+02:00</updated><title type='text'>Controlli per il Chimico</title><content type='html'>La guardia entrò nella stanza e fece un saluto romano.&lt;br /&gt;- Ave Chimicus!&lt;br /&gt;Abraso affondava nella sua poltrona foderata in pelle di pitone ed era letteralmente sepolto da seni. Cinque delle sue numerosissime donne di compagnia, strizzate in costumi di una decina di grammi l’uno, accompagnavano strusciandosi la bevuta del Chimico. Questi sorseggiava un cocktail bianco e vischioso, uno dei tanti che, senza talento, si ingegnava di fare e bere. Quelli al limite della commestibilità li faceva assaggiare ai servitori. A parte uno, fulminato all’istante dalla miscela, solo quattro di loro erano stati ricoverati d’emergenza per una lavanda gastrica. Gli altri, pur ricusando i conati, avevano falsamente certificato la bontà delle rispettive bevande. Il Chimico, va detto, era quasi completamente privo di papille gustative e pertanto mandava giù la sua broda senza sentirne il gusto.&lt;br /&gt;La guardia guardò quell’agglomerato capezzoliforme senza apparentemente scomporsi. Il Bastardo gli fece cenno di avvicinarsi ancora, poi la fermò ad un paio di metri da lui.&lt;br /&gt;- Fammi rapporto. - disse.&lt;br /&gt;- Omnia est tranquillum. Nemo può entrare in domus di Magno Chimicus.&lt;br /&gt;Il Chimico voleva che le sue guardie parlassero un latino maccheronico, un’altra delle stranezze di quell’uomo passato alla storia della malavita locale a causa del suo perverso amore per le sostanze ustionanti e dell’effetto mortale che avevano sulle sue vittime.&lt;br /&gt;Era reduce da una riunione bollente del Consiglio dei Sette Bastardi durante la quale l’Asfaltatore aveva portato un nano petofono ad illustrare un presunto ingravidamento dei Luridi. Per non sapere né leggere né scrivere (e qualche difficoltà l’aveva davvero) aveva provveduto ad intensificare la sorveglianza. Se erano vere le parole del fagiolo sottodimensionato i Luridi avrebbero potuto giocare qualche tiro mancino. Tiro che, in tutti i casi, sarebbe costato loro molto caro.&lt;br /&gt;Con un cenno del mignolo congedò la guardia che romanamente tese il braccio e girò sui tacchi, dando l’impressione di essere una trottola.&lt;br /&gt;Il Chimico ingollò una sorsata di cocktail, quindi si attrezzò per tuffarsi in quel Mare Mammario come Paperone nel suo deposito di monete, certo che nessuno avrebbe mai potuto violare la sua roccaforte pacchiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Chimico_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111909457973622284?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111909457973622284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111909457973622284&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111909457973622284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111909457973622284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/06/controlli-per-il-chimico.html' title='Controlli per il Chimico'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111823629544475795</id><published>2005-06-08T15:09:00.000+02:00</published><updated>2005-06-24T14:53:00.076+02:00</updated><title type='text'>Il sonno della cultura</title><content type='html'>La sala era pressoché deserta: dieci file di dieci sedie solcate centralmente da una corsia che correva fin sotto la cattedra del relatore ma solo otto persone ad occupare i posti. C’era il sindaco Tosetti che confabulava con il neo assessore Gattabui. C’era Fat Emiro che sbocconcellava annoiato una pagnotta di Altamura e c’era la sua guardia del corpo impettita e guardinga. C’era un noto critico, tale Mirlo Mannaggia, ingaggiato dalla Gazzetta di Ceramicopoli per recensire “l’importante occasione culturale”. C’era una coppia di rasta che si palpeggiava disinvoltamente negli ultimi posti. Infine c’era un omino simile ad Alvaro Vitali con un prepotente neo peloso al lato destro della bocca.&lt;br /&gt;Sulla cattedra c’erano l’editore Buzzurri delle Edizioni Buzzurri Riuniti ed il protagonista della serata Jodel Sfinteri, lì per la presentazione del ponderoso saggio “Il fenomeno del brigantaggio di ritorno in relazione al governo Bervistoni: la macchia come riscatto ai problemi di calvizie”. Buzzurri aspettava inutilmente che la sala si riempisse e cercava un attacco plausibile per un saggio di millesettecento pagine in Arial 10, composto di quattro capitoli e senza figure.&lt;br /&gt;Sfinteri era ribaltato sui suoi appunti, apparentemente stroncato da un infarto: in realtà li stava semplicemente ripassando. Ribattezzato uomo-talpa, Jodel Sfinteri era un omino a tratti accostabile ad un essere umano, con due occhietti piccoli veicolati da due formidabili lenti di spessore mitologico. Quasi un binocolo con le stanghette. Aveva passato la sua vita ad acculturarsi e la sua vita lo aveva ricambiato trasformandolo in un insettivoro bipede e rachitico: al suo confronto Leopardi sarebbe parso Brad Pitt.&lt;br /&gt;Tosetti sorrise ad Emiro il quale indicò spazientito l’orologio e si ficcò in bocca un paio di etti di pane. Il sindaco fece allora lo stesso gesto a Buzzurri che si decise a scuotere Sfinteri.&lt;br /&gt;- Buona serata a tutti voi. - esordì l’editore alla platea affetta da alopecia. I due rasta continuarono a scambiarsi centimetri vorticanti di lingua.&lt;br /&gt;- Questo importante incontro è stato organizzato per far conoscere a tutti voi le cruciali scoperte del dottor Sfinteri, tuttologo orizzontale, trasversale ed azimutale. Le sue ricerche da anni si sono indirizzate nell’analisi dei cambiamenti introdotti dal nostro Presidente Salumiere, cavalier Bervistoni, il quale…&lt;br /&gt;La sala era già piombata in un sonno preletargico. I rasta si erano appisolati con lingue in reciproci esofagi, con grande pericolo di soffocamento. Lo stesso Buzzurri masticava le parole e ciondolava il capo.L’unico all’oscuro di tutto, in senso lato, era Sfinteri che fissava un punto imprecisato tra la grande finestra sulla sinistra ed una riproduzione 1:15 del David di Michelangelo sul fondo della sala. Annuiva soddisfatto e desideroso di mettere quel folto pubblico al corrente delle sue scoperte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Sfinteri_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111823629544475795?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111823629544475795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111823629544475795&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111823629544475795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111823629544475795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/06/il-sonno-della-cultura.html' title='Il sonno della cultura'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111769936392568129</id><published>2005-06-02T09:59:00.000+02:00</published><updated>2005-06-07T09:42:06.756+02:00</updated><title type='text'>Eroe a Ruscazza</title><content type='html'>E’ stato più forte di me. Sono stato preso alla sprovvista e quello che non avrei mai pensato di fare l’ho fatto.&lt;br /&gt;L’avevo vista in lontananza, l’auto. Troppo veloce. Me lo sono detto tra me e me. Troppo veloce. Quando poi ho visto il sorpasso, no, ciccio, proprio no, ho pensato. Infatti. Il cretino ha perso il controllo. Niente di che, quanta gente muore per strada, non è che sia una cosa così strana. La nota dolente, l’accordo stonato, diciamo, è che sulla traiettoria dell’auto c’era il percorso pedonale. E sul percorso pedonale c’ero io. Sfiga. Sfiga, certo, ma c’è gente senza riflessi e gente coi riflessi. Io, senza modestia, sono uno di quelli coi riflessi. Riflessi da gatto. Nel mio lavoro sono tutto, se vuoi lavorare per un pezzo grosso come il Giardiniere devi avere occhi anche nel culo e che non siano miopi. E devi essere pronto. Sempre. Anche mentre ti stai facendo i cazzi tuoi durante una tranquilla passeggiata sul percorso pedonale lungo il fiume di Ruscazza. Il Suino, per la cronaca, puzzava pure meno del solito. Per dire che giornata favolosa era. E i riflessi, per tornare al discorso, c’erano tutti anche quel giorno, con un guizzo dei miei avrei potuto saltare di lato e lasciare che il fesso si andasse a spalmare da solo contro un platano o finisse diritto in acqua. Non ci credete? Non avete idea di quante volte l’ho fatto, di quanti cretini hanno inutilmente tentato di prendermi sotto. Dunque? Dunque l’avrei fatto anche quella mattina ma, come dicevo, sono stato preso alla sprovvista.&lt;br /&gt;C’era questa tipa che mi passava accanto proprio mentre l’auto ci piombava addosso. Chi era? Nessuno. Proprio nessuno. Una signora nessuno mai vista prima. Ed io ho fatto quello che non avrei mai pensato di fare. Con un guizzo dei miei l’ho presa e l’ho spinta via. Al sicuro. Le ho salvato la vita. Alla signora nessuno. Inutile stare lì a pensare perché e percome. E’ successo. Ho salvato la vita ad una signora nessuno. Ma di guizzi, quando un fesso sbanda verso di te che sei a piedi non è che se ne possano fare dieci. Nemmeno due. Infatti l’auto ha proseguito. Da una parte un albero (non saprei garantire che si trattasse di un platano) e dall’altra l’auto che vorticava. In mezzo io, eroe per chissà quale motivo. Eroe a Ruscazza, mi capite? Assurdo. Comunque.&lt;br /&gt;Chi sono io? Qui non ci sono nomi. Dove sono ora? Ecco una bella domanda.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Giardiniere_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111769936392568129?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111769936392568129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111769936392568129&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111769936392568129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111769936392568129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/06/eroe-ruscazza.html' title='Eroe a Ruscazza'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111703639504731029</id><published>2005-05-25T17:51:00.000+02:00</published><updated>2005-05-28T16:25:52.936+02:00</updated><title type='text'>Pani e Polemiche</title><content type='html'>Dalla “Gazzetta di Ceramicopoli”, articolo firmato da Eugenio Talete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si placano le polemiche circa l’imminente arrivo a Ruscazza del noto cantante Castorino Pani. Mentre le ragazzine si preparano per il grande concerto previsto per la prossima settimana, l’intellighenzia del comprensorio brulica di giudizi negativi circa la qualità dell’evento e l’opportunismo degli organizzatori. Dure critiche al sindaco Tosetti sono giunte dal Cavalier Mistighezzi, noto Gran Piastrellaio nonché scultore, il quale asserisce che la scelta di chiamare il “colapasta” (così ha battezzato il cantante a causa dell’acne che lo deturpa) a Ruscazza è inopportuna quanto quella di utilizzare un asciugacapelli sott’acqua. Serenata Miccì, scrittrice acrobatica e sofisticata fotografa di nudi equini, si scaglia apertamente contro la giunta definendo aulicamente “una minchiata bella e buona” l’evento e “un burattino col Topexan al diluente” il cantante, sempre riferendosi alle sue ghiandole sebacee e all’effetto che hanno avuto sul suo volto. Meia Mei, pluripremiata attrice dialettale e appassionata cantante folk-soul-pop, ritiene inaccettabile che in un momento di tensione come quello che sta attraversando la città il sindaco intenda organizzare un evento così potenzialmente pericoloso per i suoi abitanti. Su Castorino ci liquida sorridendo e rispondendoci col titolo della sua nuova commedia, “L’è un cajòun!”. Il commissario Sbrodo si è celato dietro ad una cortina di no-comment ma gli si può leggere in faccia il disappunto lontano un chilometro. Perché dunque la giunta continua imperterrita per la sua strada? Per risollevare il nome di Ruscazza dopo i recenti fatti mafiosi che fanno sospettare una guerra tra clan? Può essere questa una soluzione? Un nome per tutti tra gli sponsor più entusiasti per la serata: Fat Emiro. Il noto imprenditore ha fornito (seppur indirettamente) il luogo del concerto ed ha offerto aiuti per la sua realizzazione. Filantropia? E’ un caso che i nomi di Tosetti ed Emiro siano così ricorrenti e sempre appaiati nelle vicende di Ruscazza? Ai postumi del concerto l’ardua sentenza. Di certo il “colapasta” “burattino”, lontano da tutti questi ragionamenti, godrà di quello che già si preannuncia un grande evento. Nei corridoi delle scuole il nome di Pani è sempre più ricorrente, le canzoni di Castorino canticchiate ovunque. Comunque lo si voglia interpretare, fenomeno di massa o solo fenomeno da baraccone, Castorino Pani dimostra senza ombra di dubbio di esserlo.&lt;br /&gt;Un fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Pani_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111703639504731029?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111703639504731029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111703639504731029&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111703639504731029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111703639504731029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/05/pani-e-polemiche.html' title='Pani e Polemiche'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111623645926024175</id><published>2005-05-16T11:39:00.000+02:00</published><updated>2005-05-28T16:28:20.896+02:00</updated><title type='text'>James Bond in Alfa 33</title><content type='html'>La discarica brulicava come un reparto ceramico dopo il suono della sirena. L’allarme silenzioso era stato dato alcuni minuti prima dalla vedetta del lato sud notando alcuni movimenti sospetti. Conoscendo il tasso di intelligenza degli uomini di Emiro non era difficile scorgere una regia dislessica dietro a ciò.&lt;br /&gt;Un uomo in giacca e cravatta era arrivato su di una Alfa 33 amaranto ed aveva parcheggiato dall’altra parte della strada che circumnavigava la discarica, ad est di via della Tellina. Quindi era sceso ed aveva cominciato a leggere il Times appoggiandosi allo spoiler e fischiettando un successo di Castorino Pani. Non bisognava essere dei geni per nutrire una certa perplessità riguardo ad un simile soggetto. Quando poi un venditore di zucchero filato gli si era affiancato ed aveva cominciato a confabulare con lui indicando l’accesso sud della discarica la puzza di marcio era arrivata indistintamente persino alle narici insensibili dei Figli del Rusco.&lt;br /&gt;Spina era stato prontamente avvertito e si era precipitato alla roulotte del Tisico che inspiegabilmente lo attendeva sull’uscio.&lt;br /&gt;- So già. - disse solo con quel suo modo pacato.&lt;br /&gt;Spina non si pose domande. Il loro capo era una persona speciale, tutti lo sapevano e tutti lo amavano per questo e perché aveva scelto di stare con loro, scarti della società, piuttosto che in altri ambienti nei quali sicuramente si sarebbe potuto inserire. La vita della discarica, da quando quel cotechino di Emiro aveva messo i suoi occhi bulbo-lipidici su di essa, era divenuta fortemente dipendente dal Tisico. Sapeva sempre cosa fare e come combattere i continui assalti psicologici di Fat.&lt;br /&gt;- Sono solo i 007 di Emiro. Il prosciutto deve aver fatto indigestione di Fleming, forse anche per questo non si ammala quasi mai.&lt;br /&gt;Spina sogghignò.&lt;br /&gt;- Ultimamente i movimenti sospetti si sono intensificati. - disse guardando il capo dal basso e di lato come la sua scoliosi a novanta gradi permetteva.&lt;br /&gt;- Le cose stanno cambiando. Ma di questi James Bond di Sua Maestà Cotechino non dobbiamo preoccuparci. Agite come al solito.&lt;br /&gt;Spina annuì lateralmente e roteando come l’elica d’un elicottero corse via a dare disposizioni. Pochi minuti dopo il distinto lettore di quotidiani esteri, fischiettando Britney Spears, si avvicinò al cancello metallico della discarica e cominciò a sbirciare all’interno. Non si muoveva una mosca e la cosa può ben sembrare meravigliosa in una discarica! All’improvviso un punto comparve alla base del monte di rifiuti, un punto che velocemente si ingrandì divenendo una linea, un fiume, che puntava diritto su di lui. Un fiume di squittii, un fiume di topi che lo puntavano con l’ottusità di un branco di bufali, una muta di ratti sapientemente indirizzata da ammaestratori cenciosi. L’uomo gridò, gettò in aria il giornale e corse in mezzo alla strada. Un’auto frenò troppo tardi, lo colpì e lo gettò verso l’Alfa 33, mandandolo ad incastrarsi sotto allo spoiler a mo’ di gogna. Il conducente dell’auto scese spaventato e guardò d’istinto verso la discarica. Vide solo, in lontananza, un uomo su di uno slittino trainato da una lunga muta di… di cosa?&lt;br /&gt;Erano già scomparsi dietro al monte di rifiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Tisico_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111623645926024175?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111623645926024175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111623645926024175&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111623645926024175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111623645926024175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/05/james-bond-in-alfa-33.html' title='James Bond in Alfa 33'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111546840648146407</id><published>2005-05-07T14:15:00.000+02:00</published><updated>2005-05-07T14:20:06.486+02:00</updated><title type='text'>Ruscazza for chi don't la know</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Mappa_Ruscazza_Blog.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111546840648146407?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111546840648146407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111546840648146407&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111546840648146407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111546840648146407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/05/ruscazza-for-chi-dont-la-know.html' title='Ruscazza for chi don&apos;t la know'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111512368236239041</id><published>2005-05-03T14:33:00.000+02:00</published><updated>2005-05-28T16:31:48.296+02:00</updated><title type='text'>Fuoco Iridato</title><content type='html'>L’uomo correva a perdifiato giù per la carreggiata sollevando dietro a sé un polverone. Ogni tanto si sbilanciava sulla ghiaia, lasciava scie, ondeggiava, ma riusciva sempre a non cadere. Sulla fronte aveva gocce di sudore grosse come ciliegie, ansimava, ormai era arrivato allo stremo ma non aveva il coraggio di guardarsi alle spalle anche se non sentiva più nessun rumore. Poi all’improvviso un fuoristrada comparve ad un centinaio di metri davanti a lui. Inchiodò e stavolta l’equilibrio non seppe mantenerlo. Si sbilanciò all’indietro e cadde a sedere facendosi un male del demonio. Si rialzò imprecando e massaggiandosi il deretano, guardò con orrore il fuoristrada correre verso di lui a grande velocità e nel contempo gli sembrò di sentire dei rumori sopraggiungere anche da dietro. Gli avevano sbarrato tutte le vie. Non erano degli stupidi. Ma lui aveva poca voglia di farsi prendere. Deglutì il cuore ormai in gola e si gettò alla sua destra, nel pendio scosceso che conduceva in aperta campagna. Più sotto c’era una vigna. Le jeep si sarebbero ribaltate, avrebbero dovuto seguirlo a piedi.&lt;br /&gt;Magari avrebbero cambiato idea. Magari.&lt;br /&gt;La pendenza era troppa, inciampò quasi subito e cominciò a ruzzolare sul prato che per fortuna era morbido. La testa girava come una trottola, l’ansia e la paura erano a livelli incontenibili, lo stomaco, è il caso di dirlo, sottosopra. Iniziò a vomitare ruzzolando, generando un fiotto regolare che appariva ad intervalli di tempo ben precisi. Arrivò alla fine del declivio distrutto e verde come Hulk. Si alzò, fece quattro passi e cadde immediatamente. Il mondo attorno a lui era la stessa macchia sfocata che si vede dal finestrino di un treno in corsa. Sputò qualcosa, vomito e sangue, cercò di orizzontarsi, intravide delle ombre più in alto.&lt;br /&gt;Non avevano cambiato idea.&lt;br /&gt;Si rialzò, corse per alcuni metri per una direzione sconosciuta e con una traiettoria ubriaca. Cadde ancora una volta. L’ultima.&lt;br /&gt;Un piede gli schiacciò il volto nell’erba. Non sentiva nemmeno più male.&lt;br /&gt;- Ci hai fatto correre, brutto figlio d’una lepre! - disse qualcuno ansimando.&lt;br /&gt;Altre voci, l’una dopo l’altra, tutte ansimanti. Qualche calcio, anche questi senza sentire granché. Poi una specie di attesa, in silenzio. L’uomo sapeva chi stavano attendendo.&lt;br /&gt;Iridato Winsconsin arrivò qualche minuto dopo. I suoi uomini, nel frattempo, si erano riposati e rassettati: il loro capo ci teneva all’ordine, soprattutto di quelle ridicole divise da mercenari tedeschi.&lt;br /&gt;- Dove pensavi di andare, Rugnettino?&lt;br /&gt;L’uomo voleva rispondere ma aveva la bocca piena di erba e terra e quindi scelse il silenzio.&lt;br /&gt;- Pensavi di fottere il Vigile del Fuoco e fregargli un bel gruzzolo di euro? Pensavi che non avrei mai scoperto il conto su cui, goccia a goccia, travasavi il mio denaro?&lt;br /&gt;Rugnettino pensò che effettivamente lo aveva pensato. Il Vigile del Fuoco non poteva accorgersi di quelle microscopiche fughe di denaro dai suoi conti e lui, come amministratore, aveva fatto di tutto affinché fossero pressoché invisibili. Quasi di tutto, a quanto pareva.&lt;br /&gt;Sentì del liquido che lo bagnava. Adesso sì. Adesso avrebbe sentito male. Un dolore che non si può descrivere, un dolore inumano, orrendo. Erba o non erba, terra o non terra, urlò.&lt;br /&gt;- Brucia, schifoso! - urlò il Vigile del Fuoco.&lt;br /&gt;Ed effettivamente, in una vampa, Rugnettino bruciò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Vigile_Web.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111512368236239041?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111512368236239041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111512368236239041&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111512368236239041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111512368236239041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/05/fuoco-iridato.html' title='Fuoco Iridato'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111435304861259603</id><published>2005-04-24T16:28:00.000+02:00</published><updated>2005-04-26T09:29:02.750+02:00</updated><title type='text'>Il manuale del perfetto Riparatore di Candele</title><content type='html'>Eleuterio Fezzi accostò la sedia alla libreria e guardò in su. Il vecchio tomo con la copertina in pelle rossa e le rifiniture in oro scrostato appariva troppo lontano per le sue corte gambe. Si arrampicò sulla sedia e provò a protendersi alzandosi sulle punte dei piedi. Purtroppo constatò che un trentadue di scarpe aggiungeva ben poco. Valutò che tutto sommato mancava poco: il libro era leggermente sporgente e, riuscendo con l’indice ad arpionare la costa, sarebbe senza dubbio riuscito a sbilanciarlo e a prenderlo al volo.&lt;br /&gt;Maledisse in silenzio Kaori, la colf nippo-brasiliana alta due metri e che gli preparava da mangiare essenzialmente solo formaggi teneri e fette di pane azzimo. Sicuramente l’aveva fatto apposta a mettere il libro là in cima. Presto le avrebbe parlato di lavoro in nero e possibilità di rimpatrio. Giusto per rimetterla al proprio posto.&lt;br /&gt;Fezzi guardò nuovamente in su. Mancavano pochi centimetri, mancava giusto una piccola spinta propulsiva. Si concentrò, si allungò quanto più poté, quindi un boato si propagò nella stanza. Un peto sapientemente concentrato spinse il Fezzi ben oltre i suoi propositi, sollevandolo nella classica posizione da Superman con un braccio esteso verso l’infinito. Raccolse il libro al volo, quindi calò la spinta del turbo fino ad appoggiarsi dolcemente a terra. Sorrise fiero di sé e si immaginò avvolto da una calzamaglia lilla a salvare donzelle in pericolo. Nella stanza, intanto, era calato un puzzo di Gange n.5, fragranza Cloaca. Un Cactus avvizzì all’istante, espulse tutte le spine e si sgonfiò come un palloncino.&lt;br /&gt;Fezzi sembrò non accorgersene. Si massaggiò le natiche per rilassarle dopo lo sforzo di modulazione richiesto loro e si sedette alla scrivania.&lt;br /&gt;Sollevò la copertina antica leggendo il frontespizio che oramai conosceva a memoria: “Vademecum dello bravo ajiustatore di Ceri et Candele”. Si trattava di una edizione del settecento di un antico trattato medievale di un anonimo, scritto in volgare, che illustrava come riparare al meglio le candele. Esistevano, di quel ponderoso tomo di settecento pagine, solamente quattordici copie che erano in possesso dei Maestri di Candela e che venivano tramandati agli allievi in punto di morte. Fezzi, Gran Maestro Riparatore di Candele, ancora non aveva trovato a chi tramandare il sapere. I tempi erano cambiati, di candele in giro ce ne erano poche e pochi erano quelli che desideravano sistemarle piuttosto che gettarle vie. Solo qualcuno aveva la capacità di riconoscere in una antica candela un vero oggetto d’arte degno di una sapiente ristrutturazione. Il tempo dei Riparatori stava per finire. A chi avrebbe lasciato la sua eredità professionale ed il manuale nel caso di una prematura scomparsa?&lt;br /&gt;Eleuterio Fezzi accarezzò la pelle del libro.&lt;br /&gt;“Non devo avere simili pensieri, la mia vita è ancora lunga e troverò presto un degno allievo” si disse.&lt;br /&gt;L’indomani, poi, avrebbe arrotondato lo stipendio con una spiata da novanta al presidente dei Bastardi. Una di quelle veramente importanti, di quelle che avrebbero fruttato una bella ricompensa. Altro che cattivi pensieri!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111435304861259603?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111435304861259603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111435304861259603&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111435304861259603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111435304861259603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/04/il-manuale-del-perfetto-riparatore-di.html' title='Il manuale del perfetto Riparatore di Candele'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111381315864883792</id><published>2005-04-18T10:31:00.000+02:00</published><updated>2005-04-18T10:32:38.650+02:00</updated><title type='text'>Professore traditore</title><content type='html'>&lt;em&gt;(Testo integrale del grande successo di Castorino Pani)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Lo guardo distratto con aria di sfida&lt;br /&gt;ma lui maledetto sogghigna&lt;br /&gt;e striscia col dito sul dannato registro&lt;br /&gt;mi chiama e poi ride di me.&lt;br /&gt;Dal banco di dietro la voce di un amico&lt;br /&gt;la sento che chiede il perché.&lt;br /&gt;Ma prof. io ero esonerato!&lt;br /&gt;Ma prof. non ho potuto, non ho studiato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore traditore&lt;br /&gt;ti guardi attorno ma non vedi che me,&lt;br /&gt;io che sono solo uno scugnizzo&lt;br /&gt;cresciuto all’ombra dei palazzi della periferia,&lt;br /&gt;io che nella vita ho lottato contro la grammatica,&lt;br /&gt;la matematica, la chimica, la fisica&lt;br /&gt;e persino la ginnastica,&lt;br /&gt;ma a te che ti frega di me?&lt;br /&gt;Professore traditore…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paralizzato davanti alla lavagna&lt;br /&gt;insiste e mi chiede di più&lt;br /&gt;ma non gli dirò quello che pretende&lt;br /&gt;da me giuro che non saprà proprio niente.&lt;br /&gt;Lui mi deride e non sa quel che ho dentro,&lt;br /&gt;il vuoto gelido che mi assale&lt;br /&gt;quando scrive contento sul dannato registro&lt;br /&gt;quel quattro che sa di tradimento infame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore traditore&lt;br /&gt;in classe siamo in ventitre,&lt;br /&gt;ma tu ti accanisci con uno di strada&lt;br /&gt;che la storia la vive sulla sua pelle,&lt;br /&gt;mi giudichi per i miei vestiti griffati,&lt;br /&gt;il mio congiuntivo a singhiozzo&lt;br /&gt;e il cappello calato sull’occhio,&lt;br /&gt;ma a te che ti frega di me?&lt;br /&gt;Professore traditore…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Interprete: Castorino Pani)&lt;br /&gt;(Testi: C. Ceccherini, A. Cido, R. Ottame)&lt;br /&gt;(Musica: H. Ivu, S. Drucito)&lt;br /&gt;(Album: Pani e Rose)&lt;br /&gt;(Edizioni: Next Music ©)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111381315864883792?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111381315864883792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111381315864883792&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111381315864883792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111381315864883792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/04/professore-traditore.html' title='Professore traditore'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111320617091008010</id><published>2005-04-11T09:55:00.000+02:00</published><updated>2005-04-11T10:02:42.930+02:00</updated><title type='text'>Pantegane on the road</title><content type='html'>I due erano letteralmente brutti come la fame. La fame che strabuzza gli occhi, che deforma il volto in un urlo di Munch continuo, che storpia i denti inutilizzati. La fame che sicuramente era parente, forse madre, dei due, di quelle madri che appena si hanno due euro in tasca non si vede l’ora di abbandonare. Nonostante le guance ora piene il marchio della fame si era stampato indelebilmente su Beleo e Mezzacalzetta.&lt;br /&gt;Professione: scippatori.&lt;br /&gt;- E’ un’idea per un telefilm, altro che le stronzate su carabinieri, marescialli, squadre di polizia eccetera, non trovi?&lt;br /&gt;Beleo lo guardò con quei suoi occhi mezzi chiusi e rotondi come palline da ping pong.&lt;br /&gt;- Ma secondo te chi farebbe mai un telefilm sugli scippatori?&lt;br /&gt;- Beh, dovrebbero… - rispose risentito Mezzacalzetta.&lt;br /&gt;Beleo prese la borsa appena strappata ad una vecchia e rovesciò il contenuto in terra: un ventaglio, quattro mentine, una custodia per occhiali, una valanga di fazzolettini di carta, un portafoglio. Dentro quest’ultimo c’era l’intera collezione di santini Panini, compresi beati panchinari e martiri massaggiatori, oltre a trenta euro in monete da due e cinque centesimi.&lt;br /&gt;- Te l’avevo detto che la vecchia stronza mi puzzava! Non ha fatto nemmeno una piega e dallo specchietto ho visto che sorrideva maligna.&lt;br /&gt;Mezzacalzetta stava per ribadire che i tempi erano quelli che erano quando dal canale di sfogo vicino al quale si erano nascosti spuntarono tre enormi fagiani. I due scippatori pregustarono una cenetta a base di cosce grosse come cinghialetti ma uno dei fagiani fu perentorio:&lt;br /&gt;- Se pensate di mangiarci vi prendiamo lesti a calci.&lt;br /&gt;Beleo sollevò a fatica una palpebra per la sorpresa mentre un fagiano si smaniava per colpire il pennuto che aveva parlato in rima senza riuscirci. L’ultimo volatile puntò il becco sullo scippatore con aria inquisitoria.&lt;br /&gt;- Rubate borsette coi tempi che corrono? - chiese.&lt;br /&gt;Beleo guardò Mezzacalzetta che se ne stava irrigidito ed incapace di farsi una ragione dello spettacolo al quale assisteva. Eppure non aveva bevuto un solo goccio.&lt;br /&gt;- I tempi sono quelli che sono, signor Fagiano. - rispose Beleo.&lt;br /&gt;- Tempi di guerra: i Luridi si scontrano con i Bastardi, non lo sapete?&lt;br /&gt;- E chi non lo sa. Un gran casino!&lt;br /&gt;- E voi da che parte state? - chiese il pennuto che si smaniava.&lt;br /&gt;- Da nessuna, perché come si fa si sbaglia. A noi ci basta mangiare e scopare e siamo felici come mozzarelle sulla pizza. Ma voi che mangiate per essere diventati così? - chiese lo scippatore incuriosito.&lt;br /&gt;- Mangiam quel cazzo che ci pare, a te non deve fregare. - disse il fagiano poeta.&lt;br /&gt;Lo smanioso cominciò a rincorrerlo strappandogli col becco le penne dal sedere. L’ultimo volatile li guardò allontanarsi tra le bestemmie del fuggitivo. Poi guardò Beleo e Mezzacalzetta scuotendo il capo. “Questi non sanno manco di essere al mondo”, sussurrò.&lt;br /&gt;- Non vi rubiamo altro tempo. Buona serata. - disse infine.&lt;br /&gt;Si diede una spulciata veloce sotto un’ala e corse dietro agli altri due.&lt;br /&gt;Beleo si avvicinò a Mezzacalzetta che era ancora fermo imbambolato. Gli diede uno schiaffo per farlo tornare in lui.&lt;br /&gt;- Se ne sono andati.&lt;br /&gt;Mezzacalzetta si sedette frastornato accanto al monticello del loro scarso bottino.&lt;br /&gt;- La natura si sta ribellando. Mi sa che mi iscrivo al WWF. - disse poi mentre meditava di diventare anche vegetariano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111320617091008010?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111320617091008010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111320617091008010&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111320617091008010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111320617091008010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/04/pantegane-on-road.html' title='Pantegane on the road'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111264294245882771</id><published>2005-04-04T21:17:00.000+02:00</published><updated>2005-04-04T21:29:02.463+02:00</updated><title type='text'>Il Codice di Perdinci (4)</title><content type='html'>Sbrodo si avvicinò al manifesto notando che era affisso con puntine ed era in parte staccato e macchiato. Lo staccò del tutto e lo girò. Entrambi guardarono la scritta sul retro, fatta col sangue. - Che due balle! - esplose Sbrodo - Ma questo quanto tempo ci ha messo a schiattare?&lt;br /&gt;Frastuzzo prese il manifesto insanguinato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;latalsiica&lt;br /&gt;rsoedaauz!&lt;br /&gt;iaivlirdsz&lt;br /&gt;glrnaccra!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;- Non si preoccupi commissario. Adesso applico i codici già usati e vedrà che risolviamo quest’ultimo enigma in due minuti. - disse Frastuzzo rassicurante mentre si metteva velocemente all’opera. Sbrodo pensò a quanto a lungo doveva ancora durare quella caccia al tesoro. Tutto dipendeva da quanto la pellaccia corrotta di Frodo era riuscita a campare con un buco nel polmone. Lo squartamento, si spera, se lo era tenuto per ultimo.&lt;br /&gt;- Niente! - disse Frastuzzo.&lt;br /&gt;- Come sarebbe a dire?&lt;br /&gt;- La trasposizione e l’Atbash non hanno portato a nulla.&lt;br /&gt;- Quindi? - Sbrodo si stava veramente esasperando.&lt;br /&gt;- Non so commissario. Ha sicuramente usato un altro codice. Aspetti! Abbiamo dimenticato il pentagramma!&lt;br /&gt;Tutti e due tornarono dal cadavere e fissarono l’orrendo spartito.&lt;br /&gt;- Sul pentagramma ci sono due note. Se la memoria non mi inganna si tratta di &lt;strong&gt;FA&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;RE&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Sbrodo voleva chiedere come facesse a saperne anche di musica ma se lo tenne per sé.&lt;br /&gt;- FA e RE? Suona come “fare”. Fare qualcosa?&lt;br /&gt;- Non credo commissario. Tutti gli altri indizi suggerivano il metodo da utilizzare per risolvere il codice. Quindi anche FA RE è un suggerimento. Secondo me è una chiave da applicare per risolvere l’ultimo enigma.&lt;br /&gt;“Speriamo bene che lo sia”, pensò Sbrodo.&lt;br /&gt;- Cosa intendi per chiave?&lt;br /&gt;- La chiave è proprio una chiave, un elemento essenziale per risolvere un codice cifrato almeno quanto una chiave fisica lo è per aprire una porta. Forse potremmo provare ad usare la TRASPOSIZIONE CON CHIAVE. Il concetto è il medesimo della trasposizione semplice ma quando si vanno a selezionare le colonne da leggere lo si fa secondo la numerazione della chiave, associando ad ogni lettera il proprio valore ordinale relativo.&lt;br /&gt;Sbrodo allo stremo fece una faccia inebetita, incapace di chiedere più nulla.&lt;br /&gt;- Le faccio un esempio molto semplice. Mettiamo di voler cifrare la frase “&lt;strong&gt;ciao come va??&lt;/strong&gt;” utilizzando la chiave PINO. Ad ogni lettera della chiave associamo il suo valore relativo: la I, nell’alfabeto, viene prima delle altre, quindi è 1. Poi segue la N, 2, quindi la O, 3, ed infine la P, 4. PINO diventa 4123. Ora criptiamo il messaggio utilizzando la chiave.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Tabella2.gif" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;A questo punto scriviamo il messaggio leggendo le colonne non da sinistra verso destra come nella trasposizione semplice bensì utilizzando prima la colonna 1, poi quella 2 e così via. Otteniamo:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ioa&lt;br /&gt;am?&lt;br /&gt;oe?&lt;br /&gt;ccv&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Chiaro? La nostra chiave è perciò FARE, ossia 3142, e dobbiamo applicare alla frase del manifesto questa stessa procedura al contrario!&lt;br /&gt;Il commissario annuì ma il cervello stava funzionando a rallentatore ed era rimasto alla P di PINO.&lt;br /&gt;- Benissimo, Frastuzzo. Traduci dunque il messaggio dietro al maiale alato.&lt;br /&gt;Frastuzzo rilesse il messaggio del manifesto ed iniziò a decriptarlo. Quando finì rimase di sasso e si toccò scaramanticamente lo scroto. Lo porse al commissario.&lt;br /&gt;- Cazzo! - disse Sbrodo.&lt;br /&gt;- C’è di che far scoppiare un casino a Ruscazza e nel mondo! Il prosciuttaio ha voluto giocare il carico! A quanto pare Frodo era molto più importante di quanto si potesse immaginare! Questo è un affare grosso, commissario…&lt;br /&gt;- Molto grosso… - fece eco Sbrodo.&lt;br /&gt;- Molto MOLTO, commissario…&lt;br /&gt;- Forse troppo, Frastuzzo. Se si spargesse la voce, vero o non vero, questo sarebbe peggio che una guerra, chessò, tra i Bastardi e i Luridi!&lt;br /&gt;I due si guardarono. Non erano pagati male ma c’era paga sufficiente per quello? Scatenare il casino era un istante, ma tenerlo sotto controllo… impossibile!&lt;br /&gt;Sbrodo si rivolse agli agenti esausti.&lt;br /&gt;- Finite le fotografie e poi fate portare via il corpo.&lt;br /&gt;Quindi prese il foglio e, come se scottasse, lo infilò in tasca. Nessuno l’avrebbe mai più visto. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111264294245882771?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111264294245882771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111264294245882771&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111264294245882771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111264294245882771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/04/il-codice-di-perdinci-4.html' title='Il Codice di Perdinci (4)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111221060777295969</id><published>2005-03-30T21:18:00.000+02:00</published><updated>2005-03-30T21:29:25.940+02:00</updated><title type='text'>Il Codice di Perdinci (3)</title><content type='html'>- Sarebbe bello avere per una volta una prova vera a carico dei Bastardi. Ma non ci credo. Frodo non poteva però scrivere il messaggio anziché squartarsi in questo modo orribile?&lt;br /&gt;- E’ noto che fosse un megalomane: andava in giro a raccontare di non sentire il dolore e di essere in grado di tenere braci ardenti in mano e di riuscire ad infilarsele nelle mutande. Questo sembra il suo modo di mandare affanculo anche la morte. Inoltre qui dentro non girano tanti letterati e non vedo carte e penne.&lt;br /&gt;- Per il momento come ipotesi può andare. Vediamo se il messaggio ci aiuta. Vai avanti.&lt;br /&gt;- Come le dicevo abbiamo indovinello e chiave di interpretazione. Quindi usiamole. - Prese a scribacchiare sul foglio gettando ogni tanto un’occhiata agli appunti.&lt;br /&gt;- Come immaginavo! La frase è stata cifrata utilizzando la tecnica della TRASPOSIZIONE SEMPLICE, inserendo cioè la frase originale in una tabella delle dimensioni specificate in modo orizzontale e scrivendo il risultato rileggendo la tabella in modo verticale, dalla prima colonna all’ultima. Noi, per risolverlo, dobbiamo fare l’esatto contrario.&lt;br /&gt;Sbrodo si grattò la testa.&lt;br /&gt;- Non ho capito nulla.&lt;br /&gt;- Glielo disegno.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://danilojov.interfree.it/images/Tabella1.gif" /&gt;&lt;/p&gt;Io ho scritto la frase inserendola dall’alto verso il basso e da sinistra a destra in una tabella 3x5, ossia 3 righe per 5 colonne. Ora leggo la frase originaria dalla riga in alto a quella in basso: &lt;strong&gt;rètèsò ès gòqip&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Sbrodo lo guardò in cagnesco, ringhiando pure.&lt;br /&gt;- Mi sa che hai pisciato fuori, Frastuzzo. Che cavolo vorrebbe dire?- disse con una forte soddisfazione.&lt;br /&gt;- Non corra commissario. Come le dicevo Atbash è un altro semplice codice e con esso dobbiamo processare la frase che abbiamo ottenuto. Atbash spezza l’alfabeto a metà in questo modo:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;abcdefghilmno&lt;br /&gt;èéùàòzvutsrqp&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;ossia giungendo fino alla “o” e poi completandosi scrivendo al contrario. Basta dunque scrivere una lettera utilizzando quella subito sopra o subito sotto alla originale.&lt;br /&gt;Sbrodo stette in silenzio, aspettando speranzoso la soluzione definitiva.&lt;br /&gt;- Se dunque sostituiamo le lettere nella frase otteniamo:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;rètèsò ès gòqip&lt;br /&gt;maiale al vento&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il commissario prese il foglio e lo guardò meravigliato. “Maiale al vento” non sembrava voler dire nulla ma almeno era una frase comprensibile, non come il guazzabuglio di lettere originale.&lt;br /&gt;- Maiale al vento? - chiese rivolto a Frastuzzo.&lt;br /&gt;Questi ricontrollò velocemente tutti i passaggi poi alzò le spalle.&lt;br /&gt;- Maiale al vento, commissario. Mi sa che l’indovinello non è ancora finito.&lt;br /&gt;Sbrodo alzò gli occhi e guardò i prosciutti appesi nella sala. Erano centinaia, forse migliaia. Li indicò a Frastuzzo.&lt;br /&gt;- Qui dentro di maiali al vento ce ne sono tanti. Forse vuole dire di controllare dentro ad uno di questi bei cosciotti. Magari troveremo la famosa cocaina.&lt;br /&gt;Frastuzzo fece segno ad un agente di tirare giù un prosciutto. Questi prese una scala e ne raccolse uno a caso, consegnandolo a Frastuzzo. L’agente scelto lo appoggiò su di un ripiano dove c’era un coltello uguale a quello usato dal Perdinci per squartarsi. Iniziò a cesellarlo in lungo e in largo ma non trovò nulla.&lt;br /&gt;- Potremmo controllarli tutti ma secondo me non è questa la via. Frodo ci voleva indicare qualcosa di preciso.&lt;br /&gt;Sbrodo sbuffò. Che nottata di merda. Aveva bisogno di aria fresca e si incamminò verso l’uscita seguito da un silenzioso Frastuzzo. A pochi metri dalla porta gli brillarono gli occhi. Accanto allo stipite, sopra all’interruttore della luce, c’era il manifesto di una sagra dedicata ai prodotti suini. Su di esso campeggiava un festante facoceriforme con candide ali bianche.&lt;br /&gt;- Il maiale al vento! - disse Sbrodo.&lt;br /&gt;- Grande commissario! - disse a sua volta Frastuzzo con eccessiva enfasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua e finisce nel prossimo post…)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111221060777295969?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111221060777295969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111221060777295969&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111221060777295969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111221060777295969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/03/il-codice-di-perdinci-3.html' title='Il Codice di Perdinci (3)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111165491608644231</id><published>2005-03-24T10:00:00.000+01:00</published><updated>2005-04-11T15:07:40.706+02:00</updated><title type='text'>Il Codice di Perdinci (2)</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;- Atbash è un codice molto semplice, commissario, dal che si deduce che questo sia una specie di indovinello cifrato. - disse Frastuzzo.&lt;br /&gt;Sbrodo guardò sbalordito quel testone deforme che non smetteva di meravigliarlo.&lt;br /&gt;- E da quando sei un esperto di codici? - chiese poi.&lt;br /&gt;- Si ricorda lo scorso anno quando il questore le chiese di partecipare a quel seminario del quale non ha voluto neppure sapere il titolo ed ha subito mandato me al suo posto? Riguardava per l’appunto la storia dei codici e si intitolava “Da Atbash a Enigma”.&lt;br /&gt;Sbrodo si morse un labbro. Tutti i seminari a cui aveva partecipato erano stati inutili perdite di tempo ed allora, quella volta, aveva subito girato l’incombenza a Frastuzzo. L’unica volta in cui c’era stato qualcosa di buono da apprendere.&lt;br /&gt;- Allora, caro il mio Dan Brown, risolvi l’indovinello! - disse sentendo una profonda stizza roderlo dentro.&lt;br /&gt;Frastuzzo si frugò in tasca e tirò fuori alcuni fogli.&lt;br /&gt;- E quelli?&lt;br /&gt;- Sono gli appunti che presi a quel seminario.&lt;br /&gt;- E perché li hai con te?!? - Sbrodo sentiva che la risposta a quella domanda lo avrebbe fatto imbestialire. In più l’odore dell’ambiente sembrava divenire di minuto in minuto più insopportabile.&lt;br /&gt;- L’agente Forniconi, che era col primo gruppo, mi ha comunicato che c’erano delle scritte strane ed io ho pensato…&lt;br /&gt;- Agente Forniconi!! - urlò Sbrodo con le vene del collo che parevano due grondaie.&lt;br /&gt;- E’ andato a casa un paio di ore fa, signore… - disse una vocina timida e ovattata dal fondo della sala di stagionatura. Il commissario non si preoccupò di chi fosse la voce e puntò un paio di occhi iniettati di sangue su Frastuzzo.&lt;br /&gt;- E perché io non ho saputo nulla di queste scritte? - disse ansimando.&lt;br /&gt;- Commissario, non si arrabbi. Conosco molto bene Forniconi e lui sapeva del mio corso sui codici, quindi si è sentito in dovere di informarmi subito. Mi sono solo dimenticato di specific…&lt;br /&gt;Sbrodo alzò la mano per tacitarlo ma non disse nulla. Gli dava molto fastidio essere scavalcato. Aveva fiducia in Frastuzzo, nonostante dall’aspetto non gli si sarebbe dato mezzo euro, ma aveva questa tendenza a tenere le cose per sé e questo non gli andava giù. Doveva fargli passare questa mania.&lt;br /&gt;- Frastuzzo, non te lo dirò più. Tu mi devi dire tutto, d’accordo? - disse riacquistando un tono calmo.&lt;br /&gt;- Mi scusi commissario. Non accadrà più. - rispose pentito.&lt;br /&gt;- Andiamo avanti.&lt;br /&gt;Frastuzzo scrisse su di un foglio la frase.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;rògè òtèqèsis p&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;- Secondo me il Perdinci ci ha fornito indovinello e chiave risolutiva in un colpo solo. Dopotutto poteva pur essere esperto di codici ma non aveva certo la lucidità per studiare una cifratura complicata. E poi, forse, il suo scopo era celare il messaggio ad occhi semplici, non ad esperti. Ipotizziamo che Frodo abbia pestato i piedi ai Bastardi e questi non ci abbiano pensato due volte a mandarlo a pescare pesci bolliti nell’Acheronte. Il prosciuttaio, nell’ultimo barlume di lucidità, ha pensato di smerdare i Bastardi lasciando alla polizia qualche prova a loro carico. Tuttavia non poteva rischiare che il killer tornasse indietro a rimirare il suo capolavoro e trovasse una scritta bella chiara. Ecco quindi la ragione di questo bagno di sangue. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(continua nel prossimo post …)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111165491608644231?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111165491608644231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111165491608644231&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111165491608644231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111165491608644231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/03/il-codice-di-perdinci-2.html' title='Il Codice di Perdinci (2)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111122871566880911</id><published>2005-03-19T11:33:00.000+01:00</published><updated>2005-04-11T15:07:07.636+02:00</updated><title type='text'>Il Codice di Perdinci (1)</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Il prosciuttificio brulicava di agenti il cui sguardo si spostava tra gli invoglianti prosciutti appesi ovunque e l’immondo cadavere al centro della sala di stagionatura. L’odore dolciastro del salume si impastava con quello acidulo della salma ed ogni tanto qualche poliziotto schizzava fuori a rimettere. L’auto si fermò proprio davanti all’ingresso ed espulse un commissario Sbrodo ed un agente scelto Frastuzzo che avevano l’aria di chi avrebbe preferito giocare a cricket con i propri testicoli piuttosto che trovarsi lì. Erano le due di notte, nel cielo limpido brillava Orione nitido come una macchia di Rorschach ed il freddo tagliava le orecchie come sequestratori sardi. Entrarono nella scena del crimine e subito il tanfo colse anche loro. Portarono d’istinto la mano alla bocca e subito tamponarono con un fazzoletto. Il medico legale, dottor Marioletto Frullo, mosse le labbra, invisibili sotto ai baffi folti.&lt;br /&gt;- E’ morto da quasi quattro giorni. - disse&lt;br /&gt;Sbrodo guardò Frastuzzo meravigliato.&lt;br /&gt;- Venerdì era festa, Sabato e Domenica chiudono, Lunedì, ieri, era patrono e oggi sono appena le due di mattina. - spiegò Frastuzzo. - L’avranno accoppato tra Giovedì notte e Venerdì mattina.&lt;br /&gt;Il dottor Frullo annuì.&lt;br /&gt;- Gli hanno sparato al torace ma non è morto sul colpo. Allora, prima di morire, ha ben pensato di fare… beh… questo. - e spaziò con la mano sul cadavere. Quindi estrasse un lecca-lecca e cominciò a leccarlo allontanandosi. - Quando me lo manderete le dirò qualcosa di più, commissario. Buona notte. - ed uscì sotto agli occhi disgustati dei presenti.&lt;br /&gt;Sbrodo si avvicinò di più alla salma e la osservò stupito. Gli avevano detto che era un bel mattatoio ma non si aspettava una cosa così insolita.&lt;br /&gt;- Si chiamava Esaù Perdinci, cinquantasette anni, cinquanta dei quali passati a muoversi con maestria nel mondo della mala pur non avendo mai subito un processo né mai preso neppure una multa. - disse Frastuzzo.&lt;br /&gt;- Frodo… - disse Sbrodo.&lt;br /&gt;- Già, Frodo, così è conosciuto negli ambienti che gravitano attorno ai Bastardi. Siamo sempre stati certi che riuscisse a trafficare cocaina utilizzando i maiali ma non abbiamo mai avuto uno straccio di prova.&lt;br /&gt;- Tuttavia il macellaio è stato macellato. O meglio, si è macellato con le sue mani, a mo’ di testamento. Ci capisci qualcosa, Frastuzzo? - chiese Sbrodo.&lt;br /&gt;- Secondo me ha voluto lasciare un messaggio a qualcuno.&lt;br /&gt;- Acuto Frastuzzo, la tua deduzione migliore. - disse il commissario scocciato.&lt;br /&gt;Sbrodo tornò a guardare il corpo. Era una maschera enorme di sangue. Apparentemente si era aperto lo stomaco da solo, con un grosso coltello, e si era asportato il colon utilizzandone cinque pezzi per disegnare cinque righe parallele in terra. Un pentagramma. Due ulteriori pezzi di duodeno erano depositati nel pentagramma ad indicare due note. Sopra al pentagramma una serie di scritte fatte col sangue. Il tutto dava questo orrido risultato:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;rògè òtèqèsis p&lt;br /&gt;3x5&lt;br /&gt;atbash&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;(macabro pentagramma)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(continua nel prossimo post …)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111122871566880911?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111122871566880911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111122871566880911&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111122871566880911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111122871566880911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/03/il-codice-di-perdinci-1.html' title='Il Codice di Perdinci (1)'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111081951466483664</id><published>2005-03-14T17:57:00.000+01:00</published><updated>2005-03-14T17:58:34.666+01:00</updated><title type='text'>L’amore ad un banco da me</title><content type='html'>&lt;em&gt;(Testo integrale del grande successo di Castorino Pani)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Canto l’amore che nella mia vita&lt;br /&gt;non ho mai visto né conosciuto&lt;br /&gt;prima di vedere in un banco più a dritta&lt;br /&gt;un sogno biondo da tempo perduto.&lt;br /&gt;Chiamami amore ed io lo sarò&lt;br /&gt;Piccola donna dagli occhi di cristallo&lt;br /&gt;Chiamami a te ed io diverrò&lt;br /&gt;Del dolce tuo fiore il solo pistillo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un banco da me, ad un banco da me,&lt;br /&gt;ma ho troppa paura a venire da te.&lt;br /&gt;Ad un banco da me sta tutto il mio cuore&lt;br /&gt;Ma lì resterà perché non so cosa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivo ogni giorno per un tuo sorriso&lt;br /&gt;canto d’amore ma non lo so fare&lt;br /&gt;soffro sapendoti ad un metro preciso&lt;br /&gt;e guardo il sole fino a farmi male.&lt;br /&gt;Nel mio diario ho scritto il tuo nome&lt;br /&gt;ma le mie lacrime lo hanno sbiadito&lt;br /&gt;e nei corridoi guardo le persone&lt;br /&gt;pensando al mio amore non ancora svelato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un banco da me, ad un banco da me,&lt;br /&gt;ma ho troppa paura a venire da te.&lt;br /&gt;Ad un banco da me sta tutto il mio cuore&lt;br /&gt;Ma lì resterà perché non so cosa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un banco la vita, ad un banco la morte,&lt;br /&gt;ad un banco ho affidato la mia triste sorte…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Interprete: Castorino Pani)&lt;br /&gt;(Testi: C.Ceccherini, S. Mastunzi, R. Ottame)&lt;br /&gt;(Musica: E. Mozzicone, S. Drucito)&lt;br /&gt;(Edizioni: Next Music ©)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111081951466483664?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111081951466483664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111081951466483664&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111081951466483664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111081951466483664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/03/lamore-ad-un-banco-da-me_111081951466483664.html' title='L’amore ad un banco da me'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-111044175895316580</id><published>2005-03-10T09:01:00.000+01:00</published><updated>2005-03-10T09:02:38.956+01:00</updated><title type='text'>Edifici audaci</title><content type='html'>Il giovane architetto Erberto Stanzini si era già fatto conoscere per due progetti che definire arditi avrebbe ridicolizzato le missioni Apollo. Il primo riguardava l’edificazione di un condominio-alveare di diciassette piani su palafitte in legno mentre il secondo era il ponte spiralato di Marchiariuolo, una frazione a nord di Zeppola. Il condominio-palafitta venne commissionato dalla corrotta giunta di Zeppola nel settembre del 1984 e doveva sorgere nell’acquitrino noto come Bròt Càncher, nell’interland zeppoliano. A gennaio dell’85 le fondamenta/palafitte erano state terminate utilizzando, come indicava il progetto dello Stanzini, solido legno di abete. Molti vecchi storsero il naso. A marzo si contavano già nove piani, anche se molte testate provinciali pubblicavano foto che attestavano una palese pendenza di 9 gradi. A maggio il condominio era terminato ed il fatto che vibrasse a causa del traffico d’auto sottostante venne salutato come un’innovazione antisismica. A giugno cadde, fortunatamente ancora disabitato. Un attentato dinamitardo all’arte, si disse, ma i vecchi, sempre loro, dissero che erano state sicuramente le nutrie a rosicchiare le fondamenta.&lt;br /&gt;Il secondo progetto, il ponte spiralato di Marchiariuolo, venne realizzato a metà. Doveva congiungere le due sponde del Minchioso con un ardito gioco di spirali e quadrifogli che allungavano il tratto di centodieci metri a due chilometri e settantatre metri. A metà della realizzazione un ingegnere elettronico, casualmente passando nei pressi del cantiere e casualmente notando il progetto, appassionato com’era del gioco del labirinto della Settimana Enigmistica provò a condurre idealmente un automobilista da una sponda all’altra. Ogni tentativo conduceva l’automobile in acqua. Comunicata la sua intuizione alle autorità il progetto venne interrotto.&lt;br /&gt;Ora il giovane architetto Erberto Stanzini, talentuoso e audace, stava davanti all’imponente massa di Fat Emiro, adagiato sulla poltrona della scrivania come un cotechino confezionato nella pentola.&lt;br /&gt;- Ho con me i progetti dell’Emiro Palace. - disse.&lt;br /&gt;Emiro fece cenno con la mano di mostrarli. Stanzini sfilò il lungo cilindro da sotto le ascelle, tolse il tappo ed estrasse diversi fogli, che srotolò sulla scrivania dell’imprenditore.&lt;br /&gt;- Mi ha detto che voleva un edificio che esaltasse la sua importanza ed ecco cosa le propongo. Ho fuso diversi stili architettonici di diverse epoche per conferirgli originalità, maestosità ed anche familiarità. Ogni uomo di potere vorrebbe averne uno.&lt;br /&gt;Il progetto era pieno di macchie, cancellature e correzioni, sembrava il disegno di un bambino indisciplinato: caotico, inconcludente, spaventoso.&lt;br /&gt;- Meraviglioso! - disse Emiro dimostrando il senso estetico di un Polifemo con la cataratta.&lt;br /&gt;- Unisce i tratti della Grande Piramide e della Casa Bianca. Per i giardini mi sono ispirato, rivedendoli, a quelli della reggia di Versailles. - disse Stanzini euforico. Poi aggiunse: - Se le piace il progetto ora dovrei vedere dove vorrebbe edificarlo.&lt;br /&gt;Fat Emiro aprì un cassetto, prese una fotografia e la gettò sul tavolo. All’architetto brillarono gli occhi - Lei è un genio! - disse. Nella foto campeggiava il monte di rifiuti della discarica di Ruscazza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-111044175895316580?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/111044175895316580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=111044175895316580&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111044175895316580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/111044175895316580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/03/edifici-audaci.html' title='Edifici audaci'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-110993491557325956</id><published>2005-03-04T12:13:00.000+01:00</published><updated>2005-03-04T12:15:15.576+01:00</updated><title type='text'>Natale è un po' belare</title><content type='html'>- Nenni, muoviti!&lt;br /&gt;Faceva freddo sul monte Turau. Mancava meno di una settimana a Natale ed anche se mai, da quando era nato, aveva visto la neve, anche quest’anno, come sempre, si aspettava di vedere cadere i fiocchi come aveva visto nelle illustrazioni del suo sussidiario. Guardava il cielo grigio e si ripeteva che, beh, quello era proprio un cielo da neve, nessun dubbio.&lt;br /&gt;- Allora, Nenni!&lt;br /&gt;Anche quel fastidioso scampanellìo, sempre uguale, tutti i santi giorni, sotto le feste era meno sgradevole: ricordava la nascita del bambinello così come era sempre rappresentata nel presepe di Don Bruno, pieno di pecore che si abbeveravano in specchietti disposti in orizzontale e in tagliatelle di stagnola. Chissà che rumore: tutti quei pastori, quelle pecore scampanellanti e belanti, la signora con il grosso cesto di uova sulla testa che sicuramente urlava a tutti di spostarsi ed il pescivendolo che visto che lei aveva le mani occupate ne approfittava per toccarle il culo.&lt;br /&gt;- Nenni, mi vuoi fare arrabbiare?&lt;br /&gt;A ben vedere non è che rendessero un grande omaggio al bambinello, appena partorito e già senza poter chiudere un occhio a causa del baccano infernale (pardon, celestiale) degli angeli che ripetevano Osanna di qua e Osanna di là, e le pecore belavano, la tizia con le uova che appoggiava la cesta in terra e rifilava calci ben piazzati a quel porco del pescivendolo mentre i porci, quelli veri, grugnivano all’indirizzo del bue e dell’asinello senza motivo.&lt;br /&gt;- Nenni, non te lo dico più! Sbrigati!&lt;br /&gt;Ed anche ammettendo di riuscire a dormire in mezzo al baccano e al puzzo del fiato di quelle due bestiacce fetide, come fare con la luce abbagliante della stella cometa piazzata lì, d’accordo, per indicare la via ai magi, ma tanto quelli arrivano il 6, almeno la notte di Natale - è appena nato il redentore - fatelo dormire!&lt;br /&gt;Nevicasse, almeno, lo vedi come pescivendoli, ovovendole, angeli e compagnia bella se ne starebbero in casa! E le pecore, quelle, tutte rannicchiate l’una contro l’altra in silenzio anziché scampanellare e belare, belare e scampanellare, tutti i giorni, tutti i santi giorni!&lt;br /&gt;Il ceffone fischiò nell’aria e lo colpì sulla nuca scaraventandolo in avanti. Lo schiocco era stato tanto forte che non ci sentiva più. Brunello Urlu non era uomo dai modi raffinati.&lt;br /&gt;- Alzati, Nenni. La prossima volta te ne do uno da far male veramente! Prendi la Ninuccia e scendiamo a valle!&lt;br /&gt;Nenni Urlu aveva dieci anni e a forza di ceffoni simili avrebbe potuto si e no raddoppiare. Un giorno me ne andrò, pensava, non ci voglio più stare in mezzo a queste pecore. La Ninuccia, la pecora decana, lo guardava con occhi vacui, ruminando.&lt;br /&gt;- E a te nel presepe non ti ci mando! - le urlò.&lt;br /&gt;La Ninuccia non comprese ma, docile, si fece ricondurre a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-110993491557325956?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/110993491557325956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=110993491557325956&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110993491557325956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110993491557325956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/03/natale-un-po-belare.html' title='Natale è un po&apos; belare'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-110958395504897131</id><published>2005-02-28T10:44:00.000+01:00</published><updated>2005-02-28T10:45:55.050+01:00</updated><title type='text'>Mission: possible!</title><content type='html'>Il commissario Sbrodo alzò lo sguardo riparandosi dal sole con la mano. La luce era accecante ma poteva distinguere le sagome dei tiratori scelti, uno sopra al tetto del palazzo fatiscente alla sua sinistra e l’altro appallottolato nel disco di una parabola nel condominio subito a destra del precedente. Si poteva riconoscere perché il gomito di un braccio generava uno spigolo nella silhouette tonda.&lt;br /&gt;Riparato dalla portiera dell’auto della polizia si voltò e tornò a guardare l’ingresso della banca, accerchiato di auto con luci blu intermittenti. Sbrodo guardò l’orologio. Se quegli stronzi non si fossero decisi entro due minuti il questore gli avrebbe ordinato di fare Rambo e di entrare con la forza a liberare gli ostaggi. Sicuro che ci sarebbe scappato il morto. Mentre intonava un rosario composto da Madonne non cantanti e Cristi non artisti, associati ad animali più o meno domestici, una voce lo interruppe.&lt;br /&gt;- Entro io commissario!&lt;br /&gt;Sbrodo si voltò di scatto con un suino ancora a metà tra i denti. L’agente scelto Frastuzzo stava davanti a lui travestito da anziana: parrucca innevata, largo abito intero viola con fiori gialli, borsa in similpelle appesa all’avambraccio peloso e grandi occhiali dalle lenti scure. Sbrodo sentì nell’intestino un violento ribollìo. L’immagine era ancora più grottesca a causa del testone deforme dell’agente, allungato orizzontalmente come un pallone da rugby, e dalle stanghette degli occhiali innaturalmente dilatate per poter raggiungere le piccole orecchie nascoste dalla parrucca.&lt;br /&gt;- Frastuzzo non fare cazzate! Mettiti buono.&lt;br /&gt;L’agente scelto fece un sorriso e prima che Sbrodo lo potesse fermare superò il cordone di polizia in direzione dell’ingresso della banca. Il commissario ricominciò la litania mentre comunicava col walkie-talkie a tutti di stare pronti.&lt;br /&gt;Frastuzzo bussò alla porta a vetri. I due rapinatori, stupiti, si avvicinarono quel tanto da essere perfettamente inquadrati dai cecchini. Frastuzzo disse:&lt;br /&gt;- Ma allora è vero che in questa banca sono dei ladri!&lt;br /&gt;I due spari si fusero in uno solo, i sequestratori caddero all’indietro, l’agente sfondò il vetro evidentemente non antisfondamento e fu sopra di loro prima che potessero reagire, sia pure con rispettivamente una spalla ed un braccio feriti. L’istante dopo la banca era più affollata di un supermercato di sabato. Sbrodo si avvicinò con aria incazzata ad un sorridente Frastuzzo stagionato che si massaggiava dolorante il braccio destro. “Brutto come la fame e bravo come pochi”, pensò.&lt;br /&gt;- Pensate di cavarvela così tu e quei due piccioni là sopra con cui ti sei messo d’accordo? - disse il commissario.Frastuzzo si finse preoccupato ma sapeva che non sarebbe successo proprio nulla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-110958395504897131?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/110958395504897131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=110958395504897131&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110958395504897131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110958395504897131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/02/mission-possible.html' title='Mission: possible!'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-110923156431182911</id><published>2005-02-24T08:50:00.000+01:00</published><updated>2005-02-24T08:52:44.313+01:00</updated><title type='text'>Nascita di una stella</title><content type='html'>Nel suo ufficio al decimo piano del palazzo della Next Music Clodio Ceccherini rigirava tra le mani il CD masterizzato.&lt;br /&gt;Lasciava che i raggi del sole che entravano dalla grande finestra alle sue spalle si riflettessero sulla superficie cangiante del disco disegnando sul soffitto arcobaleni vacillanti.&lt;br /&gt;Sprofondato nella sua poltrona in pelle di pitone aspettava il tempo canonico per mettere a sufficienza in soggezione il ragazzino che si trovava davanti. Infine alzò il CD all’altezza del viso e guardando il ragazzo attraverso il foro centrale disse:&lt;br /&gt;- Ma sei almeno maggiorenne?&lt;br /&gt;- Mi mancano un paio di esami per laurearmi, ho ventisette anni. - rispose quello.&lt;br /&gt;Ceccherini saltò sulla sedia.&lt;br /&gt;- Possibile??&lt;br /&gt;- Effettivamente ne dimostro meno… - si scusò il ragazzo.&lt;br /&gt;Ceccherini guardò quel volto stravolto da acne tardiva e qualcosa dentro di lui scattò. Grande DJ negli anni ottanta ed eccellente talent-scout ora, Clodio Ceccherini avrebbe fiutato denaro persino nella discarica di Ruscazza. E quel giovane puzzava dannatamente di euro.&lt;br /&gt;- Roba tua? - chiese poi accennando al CD.&lt;br /&gt;- Sì, le ho scritte io. Le canzoni parlano di geo-politica, di fame e di abusi. Le sono piaciute?&lt;br /&gt;- Fanno cagare. - e spezzò il CD spandendo arcobaleni ovunque.&lt;br /&gt;Il ragazzo fece una smorfia di dolore.&lt;br /&gt;- Me ne vado? - chiese poi affranto e senza forza di dire né fare altro.&lt;br /&gt;- Al contrario! Tu resti! E farò di te una grande pop star, quanto è vero che mi chiamo Ceccherini! Ma tu devi affidarti a me. Testi, abiti, linguaggio, portamento, tutto, io ti dirò tutto, e tu lo farai alla lettera. Se fai come dico io porterai a casa soldi a palate! Che ne dici?&lt;br /&gt;- Ma… - era congelato, completamente spiazzato - … la politica ... - balbettò.&lt;br /&gt;- Lascia perdere le cazzate. Io ti parlo di milioni di euro! Che dici, accetti?&lt;br /&gt;- Sì, eccome! - rispose senza più remore.&lt;br /&gt;- Bravo ragazzo! Benvenuto alla Next Music! - si alzò e gli porse la mano - Come hai detto che ti chiami?&lt;br /&gt;- Pani - disse il giovane butterato stringendo la mano a sua volta - Castorino Pani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-110923156431182911?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/110923156431182911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=110923156431182911&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110923156431182911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110923156431182911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/02/nascita-di-una-stella.html' title='Nascita di una stella'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10956802.post-110889098076244339</id><published>2005-02-22T20:55:00.000+01:00</published><updated>2005-02-22T20:54:28.266+01:00</updated><title type='text'>La ragione del Blog</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif,Garamond,AGaramond;font-size:100%;"&gt;Nell’industrializzata e corrotta Ruscazza il Consiglio dei Sette Bastardi, summa della malavita locale, assiste all’ascesa del misterioso clan rivale dei Luridi. La Zecca, killer di fiducia dei Bastardi, viene sguinzagliata sulle tracce della Piattola, la controparte dei Luridi, che sta seminando vittime tra i sette mafiosi. Della partita è anche Fat Emiro, corrotto imprenditore sempre in cerca di favori e con megalomani mire dirette alla discarica di Ruscazza, presidiata dai Figli del Rusco comandati dal Tisico, carismatico cencioso dagli strani poteri.&lt;br /&gt;Sullo sfondo si muovono altri personaggi come il noto cantante idolo delle teen-agers Castorino Pani, il commissario Sbrodo col suo deforme collaboratore Frastuzzo, le Pantegane, abili informatori trasformisti, e molti altri.&lt;br /&gt;Ma il rompicapo dei Bastardi, anziché chiarirsi, si fa sempre più fitto. La strategia adottata dai Luridi è apparentemente priva di significato, il dubbio che ci sia una spia all’interno lacera quegli uomini privi di morale.&lt;br /&gt;Quale sorte per i Bastardi che vengono progressivamente decimati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif,Garamond,AGaramond;font-size:100%;"&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://www.marchiogialloeditore.com/immagini2/copBASTARDI130x200.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10956802-110889098076244339?l=bastardi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bastardi.blogspot.com/feeds/110889098076244339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10956802&amp;postID=110889098076244339&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110889098076244339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10956802/posts/default/110889098076244339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bastardi.blogspot.com/2005/02/la-ragione-del-blog.html' title='La ragione del Blog'/><author><name>Danilo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18258267227848927450</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://danilojov.interfree.it/images/Danilo2_web.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
