Prendi questa mano…
La donna si sedette sul tappeto. Era morbido, molto colorato, con motivi etnici e macchie autoctone. Storse il naso ma l’eccitazione fece subito scivolare via il disgusto. La sua amica Gianna le aveva detto che quel cartomante era un vero fenomeno, le aveva predetto un futuro roseo parlando di lei come se la conoscesse forse più di quanto si conoscesse essa stessa! La cosa non era possibile, se lo era ripetuta avvicinandosi all’accampamento dei nomadi, ma l’entusiasmo di Gianna era tale che non aveva saputo resistere alla tentazione. Poi le cose ultimamente non giravano tanto bene in famiglia e al lavoro ed aveva bisogno di qualcosa che le risollevasse il morale e l’entusiasmo.
Il cartomante era un trentenne, ad occhio e croce, una specie di tardo hippy come ancora se ne vedevano in giro prima che precoci yuppies facessero tramontare anche gli ultimi ideali di semplicità. La radio era accesa ed un notiziario in sottofondo parlava di un ennesimo attentato delle Brigate Rosse.
- Se vuole sentirsi dire cose belle ha sbagliato posto.- disse il ragazzo senza alzare gli occhi dal mazzo di carte da briscola che stava mischiando.
La donna lo guardò stupita.
- Come?
Il giovane spense la radio e la guardò. C’era una strana fierezza, in quegli occhi, unita ad una specie di insofferenza per quanto lo circondava. Lui ripeté.
- Se vuole sentirsi dire solo cose belle deve trovarsi un altro. Io dico le cose come stanno, belle o brutte che siano. E i soldi li voglio sia per amore che per tumore.
- Tumore? - balbettò lei.
- Non è il suo caso. Dunque?
- Certo, naturalmente.
- Si avvicini. - disse allora facendola mettere a gambe incrociate proprio di fronte a lui. Poi mise il mazzo in terra e fece tagliare. Lo ricompose, diede tre carte a testa, ne rovesciò una quarta e vi mise il mazzo sopra.
- La briscola è bastoni. - disse.
- Che strano modo di fare le carte. - fece meravigliata la donna.
- Sono piacentine. Con le altre mi trovo male. Io ho dato le carte, ora sta a lei.
Incapace di capire e commentare la donna calò il cinque di coppe. Il cartomante prese con il cavallo di coppe.
- Dopo l’ultimo sciopero i suoi titolari la guardano storto. Sono degli stronzi, d’accordo, tuttavia troveranno il modo di farla licenziare. Tra meno di un mese.
La donna emise un verso. Il cartomante le fece cenno di calare nuovamente. Tremando scese il fante di coppe. Lui andò liscio.
- Per quanto i suoi titolari siano stronzi suo marito lo è senza dubbio di più. Se la fa con la sua amica Gianna. Anche ora.
La donna spalancò occhi e bocca e si paralizzò, incapace di mettere insieme un pensiero coerente. Le cadde dalle mani l’asso di bastoni. L’uomo aprì le braccia avvilito e depose sul tavolo l’asso di denari.
- Però ha culo con le carte - disse.
La signora rimase ancora per qualche tempo in quella ridicola posizione.



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