07 ottobre 2005

Senilità

Tre lunghe supposte, eburnee e levigate, saltellarono per i campi avvicinandosi all’accampamento. Scrutarono attentamente tutto intorno con le loro testoline arrotondate poi decisero di approssimarsi ad un folto gruppo di anziani. Erano quaranta vecchietti assegnati alla VII divisione ERB. Questi, nella lunga inattività della loro squadra, avevano allestito nel campo base un circolo unendo sette tende con le rispettive verande. Si erano riuniti a gruppi di quattro in un lunghissimo torneo di briscola che durava ormai da quindici giorni. Tra le luci delle lampade volavano urla roche e bestemmie d’altri tempi. I carichi scendevano dalle mani come se pesassero davvero e si abbattevano sui tavolini di plastica da campeggio incrinandone i piani. I cavalli nitrivano davvero calpestando i fanti disperati, i re sodomizzavano i cavalieri riempiendosi le tasche di denari, i bastoni ardevano tra le mani tremolanti che per sfregamento attizzavano il fuoco. Un canale di lambrusco serpeggiava tra i tavoli ed era l’unico sostentamento di quei giocatori. Allungavano i loro bicchieri nel rio spumoso colmandoli, senza tuttavia staccare gli occhi dal gioco.
Queste scene, queste urla con dialetti doc ed imitazioni mal riuscite, questi volti rubicondi ed eccitati ma scavati ed emaciati, accolsero le tre candide supposte. Da un tavolo un vecchietto li adocchiò e additò subito.
- Vaca che supposte! Chi è che deve cagare?
Tutti si girarono. Intestini pigri fecero brillare occhi a molti vecchietti.
- Con una di quelle ti devono andare a cercare nelle fogne! - disse uno.
- Mo sai che liberazione? - disse un altro che tentava di ricordare se l’ultima volta che gli era capitato di defecare in modo soddisfacente fosse stato nell’ottantacinque o nell’ottantasei.
- Non vi dovete preoccupare, non vi faremo evacuare. - disse una supposta dalla rima facile. Quella vicino si scagliò su di essa ma a causa del precario equilibrio cadde bestemmiando come non ci si aspetta dalla glicerina.
- E chi si preoccupa. Ma non volete andare nel frigo? Qua fuori al caldo vi scioglierete… - disse un anziano furbacchione dando vistosamente gomitate ad un vicino.
- Qui stiamo bene, nonnino. Piuttosto volevamo sapere se avete sentito qualche storia in giro… - disse una supposta cercando di estorcere delle informazioni approfittando della debilitazione degli attempati.
- Beh, mi ricordo che nel ’43 eravamo sul Monte Besgnacca che i tedeschi avevano sul versante verso Mizzeno un capanno dove tenevano le munizioni. C’eravamo io, Pinzio Mistro, Guglino Fintruppo detto il Frusto, Erminzio Capra, … - iniziò uno.
- Capra? Ma Capra chi, quello del Bar Capra di Reggiolasco? - chiese uno.
- Guarda che il Capra del Bar Capra è figlio di emigranti in Argentina. I suoi erano partiti con una valigia con dentro quattro stracci ad avevano fatto fortuna là con un negozio di chiodi da muro. E vendevano solo chiodi da muro, se gli chiedevi un chiodo da legno ti mandavano lì vicino che c’era un altro italiano che vendeva solo chiodi da legno. Si chiamava “Chiodos por legnos de Piumino Ercoto”. Lo so perché me l’ha detto il Capra. - intervenne uno.
- Ma allora è il fratello? - domandò uno.
- Il fratello del Capra ha sposato Minnona Cavoli, la figlia di quel poveraccio del Rutilo Cavoli che vendeva legna a Tomba Viva. Quello che mentre tagliava un tronco cavo che non sapeva che era cavo ci ha trovato dentro un alveare grosso così che se lo è mangiato vivo. Lo ha trovato spolpato il Gigione… - sentenziò uno.
- Il Gigione il figlio della Petrona? - chiese uno.
- Il Gigione il figlio della Petrona è morto su per il Rio di Pesto sotto una frana. Anche lui, andava a funghi che veniva giù che Dio la mandava… - precisò uno.
- Su per il Rio di Pesto c’è morto anche il marito della Sacagna Sevoli. - aggiunse uno.
- La Sacagna Sevoli che ha il negozio di ortiche a Eremereto? - interrogò uno.
- No quella è la Sacagna Ravioli, che le è morto il marito al mare mangiato dalle meduse… - si inserì uno.
- Ma perché, le meduse mangiano le persone? - domandò uno.
- Nel ’57 eravamo al mare a Mucillano Marina quando sono arrivate queste meduse… - iniziò uno.
Le supposte di glicerina saltellarono via urlando.

Pantegane